02/09/2010

Gli Italiani alle prese con le rate per spese mediche!!!


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Nuova istantanea scattata sul popolo italiano. Titolo: “italiani e le rate”. Il risultato arriva da Eurispes nell’ultimo Rapporto Italia 2009 giunto alla 21/ma edizione.
Gli italiani ricorrono sempre più ai finanziamenti per far fronte alla proprie spese. Il che, in se non sarebbe una grossa novità.

A far notizia è, invece, non solo il tasso percentuale innalzatosi, ma le motivazioni dietro la richiesta di finanziamenti. Si tratta, infatti, di cure mediche come le visite specialistiche, gli interventi o le protesi dentarie le cui spese diventano dilazionate per il 19,4% dei cittadini, una percentuale in aumento di 14 punti rispetto al sondaggio dell’anno precedente. Così come è indicativo che il 5,6% abbia fatto ricorso ai finanziamenti per acquistare beni alimentari.

È il 62,9% degli italiani a sentirsi obbligato a ricorrere al credito al consumo per esigenze finanziarie, perché non in grado di pagare cash. Una condizione che accomuna il 47,6% di quanti acquistano a rate proprio per motivi di scarsa liquidità e il 15,3% perché non ha altre soluzioni per affrontare un acquisto indispensabile.

A problema si aggiunge problema quando le famiglie, molto spesso in difficoltà, non riesce a far fronte al pagamento delle proprie rate e allora ecco che arrivano altri finanziamenti per riuscire ad estinguere quelle precedenti. Un cane che si morde la coda.

La fotografia scattata dall’Eurispes, tuttavia, non è totalmente in bianco e nero. Tra previsioni negative e una quantità enorme di messaggi mediatici allarmanti, secondo il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara si può parlare anche di ripresa. “L’Italia - spiega Fara - sta attraversando la tempesta finanziaria mondiale senza subire colpi irreparabili. Ciò sta a significare che il sistema tiene, perché può contare su un sistema bancario solido, reticolare e dunque ben collegato al territorio ed un sistema produttivo fondato su quasi sei milioni di piccole e medie imprese e orientato, per larga parte, verso tipiche attività manifatturiere che inducono a guardare con una certa tranquillità al futuro”.
Fonte: lastampa.it

 

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