18/08/2010

«Vendo un rene»... Sul web un esercito di donatori disperati...


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UDINE - Un impiegato friulano rimasto senza lavoro ha messo in vendita sul web un rene in cambio di un posto di lavoro o 100mila euro. L’annuncio, pubblicato sulla pagina locale di un sito nazionale italiano, è stato scoperto dalla polizia postale di Udine e immediatamente rimosso su invito delle stesse autorità. Ma il caso di Udine non è che la punta di un iceberg: sul web, infatti, si moltiplicano offerte di questo genere. E per ora annunci simili in tutto e per tutto a quello dell'operaio friulano non sono stati rimossi.

DISPERAZIONE SUL WEB - Se il provider gestore del sito avvertito dalla polizia postale ha agito con professionalità, altri gestori di siti web non riescono - a volte per la velocità dell'afflusso di inserzioni - a controllare il tenore delle offerte. L’impiegato friulano, che ha 52 anni, lavorava come responsabile amministrativo di un’azienda locale. Ha perso il posto di lavoro nel maggio 2009 a causa della crisi economica e aveva già pubblicato numerosi annunci per trovare un nuovo lavoro. Non avendo ottenuto risultati, per disperazione ha deciso di offrire il suo rene. 

Storie simili sono quelle di apparse su Annunci-Qui.com, un sito di Frosinone dove a marzo una ragazza di 29 anni «sana, gruppo Rh positivo» ha offerto rene o fegato per un trapianto. Ma soprattutto sul sito dal nome ingannevole Soloinaffitto.it,

divenuto una bacheca dei disoccupati disperati o dei nuclei familiari in difficoltà. Sotto la scritta che esorta «Annunci urgenti. Non vergognarti, scrivi!», si snocciola una agghiacciante contabilità: 56 offerte di un rene; 18 proposte di donazioni a pagamento di midollo spinale; 13 inserzionisti disposti a cedere «parte del fegato» per trapianto. Quasi novanta organi o parti di organo in una sola pagina web.
Sono tutte storie di lucida follia e determinazione quelle che si leggono nelle email pubblicate o nei moduli compilati e poi pubblicati dagli amministratori del sito. I quali, a onor del vero, si preoccupano di censurare le offerte più assurde o ambigue, arrivando ad esortare gli inserzionisti a controllarsi: «Scusa, ha già messo 3 annunci: sei disabile e vuoi vendere un rene - scrivono rispondendo a Silvia, che ha problemi con l'Inps - eppure hai problemi di invalidità... Vuoi suicidarti?». Invece Steve vuole davvero togliersi la vita, e online propone di vendere «la possibilità di riprendere in diretta il mio suicidio».

POKER E CAMBIALI - Simone, Tiziana, Giovanni, Claudio, Alessandro, Giuseppe, Nico... sono tutti in difficoltà economiche, chi perchè ha perso il lavoro, chi perchè ha fatto gli investimenti sbagliati. Qualcuno ha perso la testa perchè non riesce più a mantenere i figli, qualcun altro è rovinato dalle cambiali. Alex ammette di essersi lasciato andare col poker. Paola è vittima degli strozzini. Stif non spiega perchè è in «una situazione finanziari disastrosa»: donna di 35 anni «sanissima», offre un polmone.
I futuri donatori (molti specificano di essere disposti a recarsi per il trapianto in un Paese dove queste operazioni sono legali) si sbilanciano spesso in richieste e «quotazioni», ma non hanno le idee chiare e il prezzo di un rene può variare dai 10 mila euro di Barbara ai 50 mila di Fabio, ai 150 mila più spese mediche che chiede Dario da Palermo, fino ai 600 mila di Gianni. Stessa cifra chiede Lele, che ha 40 anni non beve alcol e non fuma. Gli inserzionisti vengono da tutta Italia: Sardegna, Sicilia, Lazio, Veneto... e la loro età è altrettanto varia: dai 25 anni di Cristina e Angela ai 33 di Nino, ai 60 di una signora che si firma Epicuro.

LASCIATO DALLA MOGLIE - Crisi familiari, divorzi, abbandoni sono all'ordine del giorno tra le schiere dei disperati donatori online. Come nel caso di Udine, dove la polizia - intervenuta per rintracciare l'inserzionista - ha confermato le difficoltà dell'uomo, economiche ma anche personali: dopo aver perso il lavoro, infatti, l'impiegato ha affrontato una grave crisi familiare culminata nella separazione dalla moglie. La casa dove abitava è rimasta a moglie e figli, studenti con meno di vent'anni. E l’uomo, costretto a prendere in affitto un monolocale, vive ora di espedienti.

 

Fonte: corriere.it

 

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