09/06/2010
I sacrifici necessari per la crisi economica
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Quando vinse le elezioni due anni fa si dava per scontato che il Cavaliere sarebbe arrivato saldo in sella a fine legislatura.
Io sono stato tra i pochi dubitosi perché prevedevo (il 12 novembre 2009) che il successo di Bossi avrebbe creato un Pdl troppo concentrato al Sud e quindi in conflitto di interessi con il Nord. Nel frattempo gli economisti si sono finalmente accorti — in colpevole ritardo —, di aver allevato una perfetta catastrofe economica. Berlusconi ha fatto il sordo finché ha potuto, ma oramai ammette che la crisi c’è e così si trova anche lui impigliato in problemi che non ama e che non conosce. Sì, l’economia domestica, l’economia della sua «masserizia» (come la chiamava Leon Battista Alberti) il Nostro la conosce a perfezione; ma del resto, dello Stato e del suo bilancio, si deve occupare Tremonti, non lui. Sulla «stangata» si è defilato e se ne chiama fuori adducendo, poverino, di non avere «poteri», quasi fosse il prestanome di chissà chi. Però, bravo.
Finora gli va riconosciuto di essersi mosso con impareggiabile astuzia. Ma siamo soltanto all’anteprima della vicenda. La stangata è stata soltanto preannunziata, ed è ancora materia di trattativa e di ritocchi. A tutt’oggi si discute e basta. Ma i tagli della stangata arriveranno prestino, perché per l’euro e per l’Europa noi siamo importanti. Fino a pochissimo tempo fa l’Italia rischiava di precipitare nel gruppetto dei cosiddetti pigs, la sigla o l’acronimo per Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna: appunto, i Paesi sull’orlo del collasso. Però, salvo uno, Paesi di secondaria importanza. La Grecia ha 11 milioni di abitanti, il Portogallo 10 milioni, e l’Irlanda appena 4 e mezzo. Dei quattro pigs (vuole il caso che la parola significhi in inglese «maiali») il caso allarmante è la Spagna: 45 milioni di abitanti e, da sempre, di alta disoccupazione.
L’Italia, allora. Come reagirà il Paese quando la mannaia comincerà davvero a decapitare? Con ragionevole, seppur dolentissima rassegnazione, oppure con un crescendo di ribellismo? Beato chi lo sa. Nelle emergenze la dottrina prevede tre soluzioni. Primo, un «governissimo», detto di solito governo di unità nazionale, un governo con tutti dentro. Secondo, una grosse Koalition alla tedesca, un governo dei partiti maggiori, o comunque di una larga maggioranza compatibile, e cioè in grado di mettersi d’accordo, di volta in volta, sui provvedimenti necessari e urgenti. Infine, terzo, un governo tecnico (pur sempre sottoposto, s’intende, al controllo del Parlamento) i cui dicasteri sono affidati a tecnici invece che a politici di mestiere.
Queste soluzioni sono ovviamente molto diverse, ma sono legate da una logica comune. Se tutti i governanti impongono decisioni impopolari, e anzi le stesse misure impopolari, l’elettorato non sa più chi punire. O il castigo popolare si distribuisce più o meno a caso, oppure si attenua: se la stessa stangata viene appioppata da tutti, può darsi che sia davvero inevitabile. La formula tedesca della più larga coalizione possibile è la più razionale ma resta esposta ai ricatti degli estremisti che ne restano fuori. È pertanto la più rischiosa per chi governa.
Fonte: Corriere della sera.it
19:54 Scritto da: spinsound2 in Varie Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: prestiti, mutui, fideiussioni, cessione, leasing | OKNOtizie |
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I partiti mai a dieta!!!!
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E’ nero su bianco: il mondo della politica sempre più bulimico e obeso non ce la fa proprio a impegnarsi in una dieta radicale. Neanche in momenti come questo. Basta leggere il decreto pubblicato dalla Gazzetta ufficiale. Certo, molti paletti in più per arginare abusi e megalomanie, soprattutto nelle periferie, ci sono. E nel faticosissimo groviglio di commi e codicilli che ridicolizza i proclami sulla semplificazione, par di capire che finalmente (salvo ripescaggi durante l’iter parlamentare…) quella leggina che anno dopo anno versava ai partiti i rimborsi elettorali per l’intera legislatura anche se questa era defunta, sarà rimossa. Bene..
Spiegare ai cittadini, e in particolare ai dipendenti pubblici, che per colpa della crisi è obbligatorio intervenire immediatamente sulle buste paga loro mentre quel taglio alla politica scatterà solo dai prossimi rinnovi del Senato e della Camera (fra tre anni), dell’Europarlamento (fra quattro) e dei consigli regionali (fra cinque, per la maggior parte) non sarà però facile per il governo. Ma come: la situazione è così grave da imporre il blocco di salari coi quali le famiglie faticano a vivere ma non così grave da bloccare i doppi pagamenti a partiti per una legislatura che non c’è più?
Vale per quella leggina, vale per il taglio ai rimborsi. Che non solo scatterà anche in questo caso negli anni a venire, ma è stato ridotto al minimo del minimo. Sia chiaro: i partiti sono tra i pilastri della democrazia. Ed è interesse di tutti che vivano. Magari non è opportuno, se vogliamo buttarla sull’ironia, che si arrivi a registrarne ufficialmente 156. Ma guai a chi li tocca: ne andrebbe della libertà. Detto questo, i nostri si sono gonfiati e gonfiati fino ad allagare la società, le istituzioni, le municipalizzate, l’economia, il calcio, il teatro, le bocciofile, tutto. E a pesare come in nessun altro posto al mondo. Ricordiamolo: ogni francese contribuisce al mantenimento dei partiti con circa 1,25 euro, ogni tedesco con 1,61, ogni spagnolo con 2,58, ogni italiano con 3 euro e 38 centesimi negli anni «normali» come il 2006, addirittura 4 e 91 centesimi negli anni grassi di doppia razione grazie all’infernale meccanismo in fase di soppressione. Un confronto inaccettabile. Tanto più rispetto a paesi come gli Stati Uniti, dove il finanziamento pubblico alle forze politiche è limitato alla campagna presidenziale: 50 centesimi ad americano. Ogni quattro anni.
Bene, se è vero che per curare uno Stato troppo ingordo occorre «affamare la bestia», anche i nostri partiti avrebbero bisogno di essere «affamati»: partiti diversi, politica diversa. Il progetto di Tremonti era ambizioso: un taglio del 50%. Poi è sceso al 30%, poi al 20%, poi al 10%... Una sforbiciata che, ammesso resista a nuovi aggiustamenti in Parlamento (ci proveranno, ci proveranno…) lascerà comunque agli italiani, in questo settore, il primato dei più «generosi ».
Ma un segnale almeno, se proprio il governo non può metter becco nei bilanci di organismi come Quirinale, Camera, Senato, poteva essere dato: l’abolizione di quell’indecente regoletta che consente a chi regala soldi a un partito di ottenere sgravi fiscali fino a 51 volte superiori a quelli che avrebbe donando il denaro a chi si occupa della ricerca sul cancro o della cura di bambini leucemici. Non era una questione di soldi: di principio. È rimasto tutto com’era.
19:51 Scritto da: spinsound2 in Varie Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: prestiti, mutui, fideiussioni, cessione | OKNOtizie |
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15/12/2009
DiPietro sparisci dalla terra !
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Non so come un ex magistrato scadente che ora vorrebbe fare il politico possa essere così ignorante. Secondo lui Berlusconi se l'è cercata ? Ma se sono mesi che lo insultano senza sosta ! Di Pietro sparisci dal mondo che è meglio
Dite la vostra......
11:42 Scritto da: spinsound2 in News Dal Mondo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: prestiti, mutui, cessioni, leasing, fideiussioni, deleghe, giovani | OKNOtizie |
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Non approfittate di un insignificante episodio che non è nulla rispetto all'odio che Berlusconi ha seminato da anni
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Non approfittate di un insignificante episodio che non è nulla rispetto all'odio che lui ha seminato da anni
è lui che è arrivato a evocare la guerra civile
e dovrà rispondere anche di questo clima di preparazione alla guerra civile che ha diffuso in tutta la società
lui che perfino all'estero ha dichiarato guerra alla nostra costituzione ed è il simbolo stesso dell'impunità e dei fuorilegge che lo hanno eletto a loro rappresentante
Giù le mani da Di Pietro!
No a berlusconi!
Christian
11:39 Scritto da: spinsound2 in News Dal Mondo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: prestiti, mutui, cessioni, leasing, fideiussioni, deleghe, giovani | OKNOtizie |
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11/12/2009
no B day e le balle di Repubblica. che figura di m....a!!!!
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Così per sfizio ho voluto leggere i numeri dati da Repubblica il 06-12.2009 sul numero dei partecpanti: oltre un milione! poi cercando la metratura di piazza San Giovanni mi sono imbattuto in un lungo articolo di repubblica intitolato" Balle in piazza " DI Filippo Ceccarelli ove viene spiegato che con tutto il grasso che cola in piazza Fini o altri non potevano portare in piazza più di 100.000 persone. Oggi invece , potenza del "No B day" tutti i numeri sono cambiati. San Di Pietro puote. Repubblica, che figura di m.....a! Per controllare digitare : metratura di piazza San Giovanni Roma.
12:38 Scritto da: spinsound2 in Problemi e sfoghi sul credito | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: prestiti, mutui, cessioni, leasing, fideiussioni, deleghe, giovani | OKNOtizie |
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Discussioni Anonime - L'euro una gran fregatura Prodiana -
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L'introduzione dell'euro è stata una enorme fregatura voluta dalla sinistra e da quel bellimbusto di Prodi che per fare contenti i finanzieri londinesi ha svenduto l'italia
l'enorme fregatura che non è stata in alcun modo segnalata dall'ISTAT è il fatto che il valore dell'euro non è 1927 lire ma mille lire a tutti gli effetti abbiamo avuto una riduzione del potere d'acquisto del 100% tra l'anno 2001 e 2002 e 2003 perchè in funzione di un fatto psicologico la gente quando pagava con i dieci euro credeva di pagare dieci mila lire cosa che è stata utilizzata dalle aziende e dai commercianti per duplicare il costo dei prodotti intermini reali senza far aumentare l'inflazione
bella schifezza
da qui anche la motivazione per cui ci sono meno soldi per comprare cose e quindi crisi economica .
Piero
12:35 Scritto da: spinsound2 in Problemi e sfoghi sul credito | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: prestiti, mutui, cessioni, leasing, fideiussioni, deleghe, giovani | OKNOtizie |
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Forti segnali di ripresa per l'Italia
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PARIGI - Il superindice dell'Ocse, che misura le prospettive economiche dell'area, continua a registrare segnali di ripresa. L'indagine di ottobre ha infatti mostrato un nuovo miglioramento generalizzato tra i 30 paesi avanzati che aderiscono all’organizzazione, mentre progressi hanno toccato anche tutte le maggiori economie emergenti che non fanno parte dell'Ocse, come Cina e India. E i dati per «Canada, Francia, Italia, Germania e Regno Unito puntano con maggior forza verso la ripresa rispetto a un mese fa», dice l'ente parigino con un comunicato.
I PAESI - Per l’Italia il superindice previsionale ha segnato un progresso di 1,1 punti rispetto al mese precedente, mentre come il mese scorso l'incremento su base annua, pari a 12,5 punti, è il più consistente tra i paesi monitorati. Per la media di tutta l'area Ocse il superindice è aumentato di 1 punto dal mese precedente e di 5,7 punti su base annua. Per l'area dell’euro è cresciuto di 1,3 punti dal mese precedente e 8,8 punti su base annua. Sugli Usa, dice ancora l'Ocse, il superindice è aumentato di 1 punto dal mese precedente, mentre il progresso su base annua risulta pari a 3,9 punti. Secondo la stessa Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, i progressi del superindice (o composite leading indicators, Cli) dei paesi direttamente citati, tra cui l’Italia, riflettono prevalentemente componenti di natura finanziaria e i progressi di fiducia di imprese e famiglie. «Per evitare confusione - ci tiene a sottolineare l’Ocse - è importante rilevare che il riferimento a "maggior forza" è relativo alle probabilità di ripresa, piuttosto che alla forza della ripresa stessa».
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10/12/2009
Duscussioni Anonime: "Agel, truffa o no!!!" Mesà di si!
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volevo condividere con voi le mille truffe in cui ancora oggi possiamo essere coinvolte noi donne, qualche giorno fa una mia amica, cooptata dal truffaldino di turno, mi ha invitato a presenziare, in un albergo vicino Roma, alla fantomatica riunione di una nuova marca di cosmetici, l'americana Agel, non l'avevo mai sentita e sono andata, un paio d'ore gliele potevo dedicare. Qui dopo un modesto tramezzino l'oratore di turno comincia a sbrodolarsi addosso sulle virtù di questi cosmetici che non rovinano la pelle e non fanno sperimentazioni su animali, e poi ci chiede, e qui si svela l'arcano, di sborsare 1000 euro per comprare un kit da rivendere ad amici e parenti di questi prodotti fantastici, io obietto che visto che sono appena entrati sul mercato italiano ci vuole un po' di tempo per appurarlo, da quel momento come se a questi signori incravattati avessi toccato la mamma vengo zittita in malo modo tipo fossi una squilibrata, e mi sono sentita lesa nella mia dignità di donna e di consumatrice. Ora state attente amiche, per recuperare l'investimento iniziale vi richiederanno, quelli della Agel, di proporre l'ingresso in affari di amiche vostre, le quali a loro volta dovranno rivalersi su altre malcapitate. State attente Agel è una truffa americana, dello Utah, non abboccate a questa frode.
Giulia
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Bersani: «Formalmente tutto regolare, ma è un cazzotto in faccia alla discussione». Tremonti: non si parli di metodo!!!
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ROMA - Come promesso, il Pd ha drasticamente ridotto i propri emendamenti alla Finanziaria, in discussione in aula alla Camera. Da diverse centinaia che erano, ne sono stati presentati 28. Riguardano tra l'altro, come ha spiegato il capogruppo in commissione Bilancio Pierpaolo Baretta, il sostegno al reddito, fondi per l'Abruzzo, il nodo del tetto ai contributi dell'editoria, la questione della confisca dei beni mafiosi, una proroga del bonus del 55% per la riqualificazione energetica, fondi per le popolazioni colpite dall'alluvione di Messina.
La proposta era arrivata subito dopo l'inizio della discussione alla Camera: taglio drastico degli emendamenti e in cambio il governo rinuncia ad apporre la fiducia. Il leader dell'Udc Casini ha preso la parola: «Siamo disponibili a ridurre al minimo i nostri emendamenti: non chiediamo al governo di pagare il prezzo di un'approvazione di questi, ma almeno chiediamo un impegno onesto e sincero perché vengano posti in discussione senza voto di fiducia». La stessa richiesta era arrivata dal vice presidente vicario del Pd Michele Ventura. Anche l'Italia dei Valori ha dato la propria disponibilità in questo senso, «ma solo a fronte di un impegno preciso da parte del governo ad andare fino in fondo nell'esame» ha detto il responsabile economico Antonio Borghesi. Il ministro Tremonti ha risposto che, prendendo atto del fatto che «in commissione Bilancio non c'è stato ostruzionismo, ora non dobbiamo discutere sul metodo, ma avviare l'esame della manovra».
BERSANI: CAZZOTTO IN FACCIA - Dal Pd il segretario Pierluigi Bersani fa un appello a Fini perché «faccia valere sostanzialmente il ruolo del Parlamento». «Non si era mai vista una fiducia messa in commissione - attacca -. Formalmente è tutto regolare, ma nella sostanza è un cazzotto in faccia alla discussione». Bersani parla di «auto-assalto alla diligenza: dal governo sono arrivate iniziative più svariate, come coriandoli, senza che ce ne sia una davvero incisiva». Insomma sui temi del lavoro e della piccola impresa, la Finanziaria «è come acqua sul marmo, e il Pd farà sentire la sua voce», anche se promette che non ci sarà ostruzionismo.
LE PROPOSTE DEL PD - Sulla manovra all'esame della Camera la segreteria del Partito democratico ha emesso un giudizio estremamente negativo: «Si riduce a ben poca cosa: non è in grado di affrontare le emergenze del Paese». I Democratici indicano quindi le priorità economiche: al primo punto redditi bassi e medi da lavoro e da pensione che vanno sostenuti; la liquidità delle imprese; gli investimenti, che «subiscono una contrazione: risorse come quelle dei fondi Fas finiscono infatti a finanziare non investimenti ma la spesa corrente sanitaria e gli stessi Comuni vengono messi nell'impossibilità di investire sul territorio». Per il Pd è grave anche la mancata proroga del finanziamento del 55% per le ristrutturazioni edilizie legate al risparmio energetico. Altro tema caldo quello della scuola, per cui il Pd chiede «la fine dei tagli indiscriminati e l'immissione in ruolo dei precari».
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Fisco: lotta all'evasione, entrate record!!!
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ROMA - La lotta all'evasione porta incassi record al fisco. Nei primi 11 mesi dell'anno gli incassi si sono attestati a 7,4 miliardi di euro, superando l'obiettivo di 7,2 miliardi programmato per il 2009. Ora si guarda al traguardo degli 8 miliardi.
IL COMMENTO - A fornire i dati è stato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, a margine della premiazione dei «Campioni del fisco», cioè dei dipendenti più meritevoli dell'Agenzia. «In un anno di crisi e di riorganizzazione dell'Agenzia è un risultato eccezionale», ha commentato Befera.
«Abbiamo superato l'obiettivo che c'era stato per l'intero anno sull'incasso degli accertamenti - ha spiegato Befera -: a fine novembre eravamo a quota 7,4 miliardi, rispetto ai 7,2 programmati per l'intero anno. Questo significa che l'incasso di dicembre sarà tutto in più ». Befera ha evidenziato che si tratta di un «record assoluto», che «è ancora più importante visto che è stato raggiunto in un anno di crisi». Il direttore dell'Agenzia ha poi parlato dell'avvio dei controlli sugli omessi versamenti, una nuova operazione appena lanciata dal fisco: «E' un problema di legalità. Il contribuente non può determinare da solo tempi e quantità del versamento. Per ora siamo quantificando il fenomeno e poi partiremo con i controlli». Di certo il problema dei contribuenti che dichiarano e poi non versano le imposte è rilevante. «Avevamo segnali preoccupanti - ammette Befera - l'anno passato gli omessi versamenti ammontano a sette miliardi e nel corso dei mesi siamo riusciti a recuperarne tre-quattro».
12:14 Scritto da: spinsound2 in Varie Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: prestiti, mutui, cessioni, leasing, fideiussioni, deleghe, giovani | OKNOtizie |
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