10/09/2010

Vivere senza denaro è possibile... Leggi la testimonianza di un uomo che c'è riuscito!!!


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Mark Boyle, 31 anni, ha smesso di usare i soldi nel novembre 2008. Vive in un caravan parcheggiato in una fattoria alle porte di Bristol, dove fa volontariato tre volte alla settimana. La “casa” gli è stata fornita da Freecycle, un gruppo di “mutuo soccorso” fondato in Inghilterra da persone che si scambiano oggetti gratuitamente. Si nutre delle piante che coltiva, e produce elettricità con un pannello solare. Ha un telefono cellulare che utilizza solo per ricevere chiamate, e un notebook che si alimenta a energia solare.

Boyle, che è vegetariano da sei anni, nel 2007 ha fondato la Freeconomy, una comunità online che promuove la condivisione di abilità e proprietà, e che a oggi conta 17.000 iscritti. Ha anche pubblicato un libro, “The Moneyless Man: A Year of Freeconomic Living”.

«E’ iniziato tutto in un pub», ha dichiarato l'uomo in un'intervista rilasciata al Telegraph: «Ero con un amico e stavamo parlando dei vari problemi del mondo, come lo sfruttamento del lavoro, la distruzione ambientale, i test sugli animali, le guerre, l’impoverimento delle risorse energetiche. Ho capito che tutte queste piaghe erano in qualche modo connesse con il denaro. Così ho deciso di inizare a farne a meno. Ho venduto la mia casa a Bristol e ho lasciato il mio lavoro in un’azienda che produce cibo biologico. Poi - prosegue - ho steso una lista di tutte le cose che generalmente acquistavo e mi sono sforzato di trovare una via alternativa per procurarmi ciò di cui avevo bisogno. Al posto del dentifricio ad esempio uso un misto di ossi di seppia e semi di finocchio. Altre cose, come l’iPod, sono state semplicemente depennate: gli uccelli che vivono sugli alberi vicino al mio caravan sono diventati il mio nuovo iPod».

Naturalmente questo nuovo stile di vita richiede più tempo e maggiore sforzo per fare qualunque cosa: «Per lavare i miei vestiti a mano nell’acqua fredda, usando il detersivo che ricavo bollendo sulla stufa la frutta secca, arrivo a impiegare anche due ore, mentre con una normale lavatrice il bucato è fatto in non più di mezz’ora».

Questa avventura è nata come un esperimento di un anno, ma Boyle si trova talmente a suo agio con questa nuova vita che ha deciso di continuare. «Non mi sono mai sentito così in forma e felice. La mia famiglia all’inizio ha disapprovato totalmente questa scelta, ma adesso la supportano pienamente e vorrebbero quasi sperimentarla anche loro».

I problemi sorgono nell’approccio con le ragazze: non è facile corteggiare se non si hanno soldi. «Sono cresciuto nel Nord dell’Irlanda, dove è sinonimo di virilità e galanteria offrire la cena al primo appuntamento. Ma rimedio invitandole nel mio caravan: accendiamo il fuoco e gustiamo un’ottima cenetta fatta in casa». «Al momento però – ammette Boyle – sono single. Grazie al mio libro e al blog alcune donne sembrano iniziare a nutrire qualche interesse nei miei confronti. Certo, non sono un soggetto facile: vegetariano e per giunta squattrinato. Ma in tutta la Nazione ci sarà almeno una donna che la vede come me». Non gli resta che attendere e avere fiducia.

fonte: lastampa.it

 

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Vivere senza denaro è possibile... Leggi la testimonianza di un uomo che c'è riuscito!!!


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Mark Boyle, 31 anni, ha smesso di usare i soldi nel novembre 2008. Vive in un caravan parcheggiato in una fattoria alle porte di Bristol, dove fa volontariato tre volte alla settimana. La “casa” gli è stata fornita da Freecycle, un gruppo di “mutuo soccorso” fondato in Inghilterra da persone che si scambiano oggetti gratuitamente. Si nutre delle piante che coltiva, e produce elettricità con un pannello solare. Ha un telefono cellulare che utilizza solo per ricevere chiamate, e un notebook che si alimenta a energia solare.

Boyle, che è vegetariano da sei anni, nel 2007 ha fondato la Freeconomy, una comunità online che promuove la condivisione di abilità e proprietà, e che a oggi conta 17.000 iscritti. Ha anche pubblicato un libro, “The Moneyless Man: A Year of Freeconomic Living”.

«E’ iniziato tutto in un pub», ha dichiarato l'uomo in un'intervista rilasciata al Telegraph: «Ero con un amico e stavamo parlando dei vari problemi del mondo, come lo sfruttamento del lavoro, la distruzione ambientale, i test sugli animali, le guerre, l’impoverimento delle risorse energetiche. Ho capito che tutte queste piaghe erano in qualche modo connesse con il denaro. Così ho deciso di inizare a farne a meno. Ho venduto la mia casa a Bristol e ho lasciato il mio lavoro in un’azienda che produce cibo biologico. Poi - prosegue - ho steso una lista di tutte le cose che generalmente acquistavo e mi sono sforzato di trovare una via alternativa per procurarmi ciò di cui avevo bisogno. Al posto del dentifricio ad esempio uso un misto di ossi di seppia e semi di finocchio. Altre cose, come l’iPod, sono state semplicemente depennate: gli uccelli che vivono sugli alberi vicino al mio caravan sono diventati il mio nuovo iPod».

Naturalmente questo nuovo stile di vita richiede più tempo e maggiore sforzo per fare qualunque cosa: «Per lavare i miei vestiti a mano nell’acqua fredda, usando il detersivo che ricavo bollendo sulla stufa la frutta secca, arrivo a impiegare anche due ore, mentre con una normale lavatrice il bucato è fatto in non più di mezz’ora».

Questa avventura è nata come un esperimento di un anno, ma Boyle si trova talmente a suo agio con questa nuova vita che ha deciso di continuare. «Non mi sono mai sentito così in forma e felice. La mia famiglia all’inizio ha disapprovato totalmente questa scelta, ma adesso la supportano pienamente e vorrebbero quasi sperimentarla anche loro».

I problemi sorgono nell’approccio con le ragazze: non è facile corteggiare se non si hanno soldi. «Sono cresciuto nel Nord dell’Irlanda, dove è sinonimo di virilità e galanteria offrire la cena al primo appuntamento. Ma rimedio invitandole nel mio caravan: accendiamo il fuoco e gustiamo un’ottima cenetta fatta in casa». «Al momento però – ammette Boyle – sono single. Grazie al mio libro e al blog alcune donne sembrano iniziare a nutrire qualche interesse nei miei confronti. Certo, non sono un soggetto facile: vegetariano e per giunta squattrinato. Ma in tutta la Nazione ci sarà almeno una donna che la vede come me». Non gli resta che attendere e avere fiducia.

fonte: lastampa.it

 

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02/08/2010

Dopo una truffa ai danni dell' Agos, il suicidio di un intera famiglia!!!!!!


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Uno dei fratelli aveva convinto i propri clienti a versare grosse somme TITOLO: Truffa dietro il suicidio La famiglia giu' dal viadotto: raggiri per i molti debiti E' stato di Roberto Baracchi il tentativo di aiutare i congiunti "rubando" denaro - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ROMA . Non solo nei debiti, ma in una serie incolmabile di truffe ai danni di clienti della societa' finanziaria "Agos" sta la chiave del dramma che ha spinto la famiglia Baracchi al suicidio collettivo . il 30 novembre scorso . dal viadotto dell' autostrada Roma L' Aquila. Il quadro ricostruito dagli investigatori della Criminalpol del Lazio sulla base dei racconti dei raggirati . professionisti, medici e commercianti, ingegneri . porta a Roberto, il piu' grande dei figli, responsabile d' area della "Agos", che nella sua attivita' aveva il compito di consigliare ai clienti le forme di investimento piu' redditizie. Non riuscendo piu' a far fronte ai debiti contratti dagli altri suoi due fratelli . Marco e Silvio . con la loro societa' di orologi "Navy", Roberto ha cominciato a "suggerire" agli investitori che conosceva di affidargli parte delle somme promettendo loro guadagni piu' vantaggiosi. Con questo sistema aveva coinvolto circa 200 clienti, molti dei quali rintracciati dagli investigatori. Dieci di questi, presi a "campione", hanno detto di aver accettato le proposte di Roberto Baracchi e di avergli dato circa 400 milioni di lire. "Una somma . ha fatto notare un investigatore . che non e' bastata a sanare il buco". Gli accertamenti sono stati avviati proprio sulla base della lettera con cui Roberto chiedeva "scusa alla ditta Agos e perdono ai clienti". Roberto Baracchi aveva conquistato negli anni Ottanta la fiducia e la stima dei responsabili milanesi della societa' finanziaria di servizi mobiliari "Agos" e, con il giro di provvigioni legate ai contratti che faceva stipulare, guadagnava sette otto milioni al mese. All' inizio del ' 90 i suoi due fratelli hanno aperto la "Navy" con uffici, segretaria, telefoni cellulari, automobili ma la gestione dell' attivita' e' andata subito in rosso: sono spuntati i primi buchi in banca tanto che, in poco tempo, Marco e Silvio avevano aperto dieci conti in istituti di credito della capitale, con l' accensione di mutui variabili dai 30 ai 120 milioni di lire. Il meccanismo degli interessi pian piano li ha spinti ad ipotecare la loro casa di Scansano. Gli assegni postdatati e senza copertura tornavano indietro e in casa arrivavano centinaia di lettere e telegrammi di clienti che reclamavano i soldi. Gli investigatori della Criminalpol hanno accertato che al tracollo Roberto Baracchi ha cercato di rimediare prima rivolgendosi alle banche di fiducia e, infine, escogitando il sistema di proporre ai suoi clienti di investire direttamente con lui i soldi ad interessi maggiorati. Poi si e' sviluppata la voragine finanziaria e la paura delle denunce penali, di perdere la faccia e il lavoro avrebbero fatto il resto.

Fonte: Corriere della sera

 

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30/07/2010

Dopo una truffa ai danni dell' Agos, il suicidio di un intera famiglia!!!!!!


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Uno dei fratelli aveva convinto i propri clienti a versare grosse somme TITOLO: Truffa dietro il suicidio La famiglia giu' dal viadotto: raggiri per i molti debiti E' stato di Roberto Baracchi il tentativo di aiutare i congiunti "rubando" denaro - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ROMA . Non solo nei debiti, ma in una serie incolmabile di truffe ai danni di clienti della societa' finanziaria "Agos" sta la chiave del dramma che ha spinto la famiglia Baracchi al suicidio collettivo . il 30 novembre scorso . dal viadotto dell' autostrada Roma L' Aquila. Il quadro ricostruito dagli investigatori della Criminalpol del Lazio sulla base dei racconti dei raggirati . professionisti, medici e commercianti, ingegneri . porta a Roberto, il piu' grande dei figli, responsabile d' area della "Agos", che nella sua attivita' aveva il compito di consigliare ai clienti le forme di investimento piu' redditizie. Non riuscendo piu' a far fronte ai debiti contratti dagli altri suoi due fratelli . Marco e Silvio . con la loro societa' di orologi "Navy", Roberto ha cominciato a "suggerire" agli investitori che conosceva di affidargli parte delle somme promettendo loro guadagni piu' vantaggiosi. Con questo sistema aveva coinvolto circa 200 clienti, molti dei quali rintracciati dagli investigatori. Dieci di questi, presi a "campione", hanno detto di aver accettato le proposte di Roberto Baracchi e di avergli dato circa 400 milioni di lire. "Una somma . ha fatto notare un investigatore . che non e' bastata a sanare il buco". Gli accertamenti sono stati avviati proprio sulla base della lettera con cui Roberto chiedeva "scusa alla ditta Agos e perdono ai clienti". Roberto Baracchi aveva conquistato negli anni Ottanta la fiducia e la stima dei responsabili milanesi della societa' finanziaria di servizi mobiliari "Agos" e, con il giro di provvigioni legate ai contratti che faceva stipulare, guadagnava sette otto milioni al mese. All' inizio del ' 90 i suoi due fratelli hanno aperto la "Navy" con uffici, segretaria, telefoni cellulari, automobili ma la gestione dell' attivita' e' andata subito in rosso: sono spuntati i primi buchi in banca tanto che, in poco tempo, Marco e Silvio avevano aperto dieci conti in istituti di credito della capitale, con l' accensione di mutui variabili dai 30 ai 120 milioni di lire. Il meccanismo degli interessi pian piano li ha spinti ad ipotecare la loro casa di Scansano. Gli assegni postdatati e senza copertura tornavano indietro e in casa arrivavano centinaia di lettere e telegrammi di clienti che reclamavano i soldi. Gli investigatori della Criminalpol hanno accertato che al tracollo Roberto Baracchi ha cercato di rimediare prima rivolgendosi alle banche di fiducia e, infine, escogitando il sistema di proporre ai suoi clienti di investire direttamente con lui i soldi ad interessi maggiorati. Poi si e' sviluppata la voragine finanziaria e la paura delle denunce penali, di perdere la faccia e il lavoro avrebbero fatto il resto.

Fonte: Corriere della sera

 

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Tasche vuote: gli italiani in crisi vanno a caccia di soldi!!!


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Cinquecento euro netti in più al mese: per combattere efficacemente il caro vita gli italiani dichiarano di aver bisogno in media di questa cifra. Ma non si limitano a dichiararlo. Dalle parole il 44 per cento di loro è già passato ai fatti: e si è attivato per aumentare le entrate, a colpi di straordinario e secondo lavoro. Strade che vengono battute rispettivamente dal 52,8 e dal 45,6 per cento di quanti si sono messi all’opera per “arrotondare”. Pari, su base nazionale, al 23 e al 20 per cento. Lo rivela un’indagine svolta via internet tra il 22 gennaio e il 1° febbraio 2008 dalla Interactive market research, società leader in Italia nelle ricerche di mercato sul web, e che attraverso 1.000 interviste consente di radiografare i comportamenti di un campione rappresentativo di oltre 49 milioni di italiani dai 18 anni in su, segmentati per sesso, fascia di età, area geografica e reddito netto mensile della famiglia (da meno di 1.000 euro a oltre 4 mila). Il risultato? “Emerge un paese che, anche a livello di reddito medio-alto, ha deciso di muoversi per conto proprio, stanco di aspettare interventi spesso promessi ma finora mai davvero arrivati sul fronte dei prezzi, delle tasse o degli stipendi, tali da consentire il recupero dei pesanti tagli della capacità di spesa riconosciuti ormai da tutti” dice Bruno Lagomarsino, direttore di ricerca della Interactive market research. Come risulta dal grafico pubblicato a pagina 127, il 9,7 per cento dichiara di essere molto impegnato a far aumentare le proprie entrate e ben il 34,2 di esserlo abbastanza.
Un attivismo che a volte sfiora la temerarietà, visto che non manca neppure chi si lancia in scelte al limite del ragionevole. Ben il 26,2 per cento del campione di riferimento infatti nel tentativo di far quadrare il bilancio familiare si affida a lotterie e scommesse. Di certo, se il bisogno di far entrare più quattrini nelle smagrite casse familiari viene sentito da tutti, la cifra che si punta a raggranellare varia a seconda del reddito di partenza. “A ritenere necessarie integrazioni più pesanti in proporzione alle entrate sono soprattutto i percettori di redditi medio-bassi, che in alcuni casi arrivano a ipotizzare anche 800 euro contro una media generale del campione di 500 euro netti ” precisa Lagomarsino. “Al contrario si resta su una richiesta media di 700 euro da parte di chi ha redditi mensili oltre i 3 mila euro. Solo il 15 per cento degli intervistati, come emerge dal grafico pubblicato a pagina 124, dichiara di avere bisogno di oltre 1.000 euro, ma esiste anche una piccola quota (11 per cento circa) che si accontenterebbe di 200 euro.
Non è solo il reddito a determinare le scelte dell’italiano a caccia di fondi aggiuntivi per superare lo scoglio della quarta settimana, che secondo attenti osservatori è ormai molto vicino alla terza. Il lavoro straordinario per esempio è maggiormente praticato dalle fasce d’età più giovani (18- 24 e 34-44 anni) e da chi ha un contratto di lavoro a tempo determinato: in tutti questi casi si supera il 60 per cento. “È probabile che i più giovani, con meno impegni di famiglia, siano quelli più disponibili a prolungare il tempo dedicato alla fabbrica o all’ufficio” spiegano alla Interactive market research “ma non è escluso che a dissuadere le persone più mature, e quindi con redditi più elevati, giochi il fattore tasse”. Se infatti il reddito da straordinari fa scattare l’aliquota marginale, l’aumento atteso finisce per essere falcidiato dal fisco. Una beffa, a cui dovrebbero porre rimedio i provvedimenti allo studio del governo.
Il secondo lavoro (la ricerca non lo precisa, ma è possibile-probabile che sia in nero) va invece forte in particolare nel Nord-Est e nel Sud, mentre appare poco praticato al Nord-Ovest. “Questi dati vanno ricollegati alla struttura economico-produttiva e al tessuto industriale dell’area ” sostiene Lagomarsino. “Infatti nel Nord-Est, oltre a un’etica del lavoro molto radicata, ci sono tante piccole aziende dove è facile proporsi per esempio quando si smonta da un primo turno, mentre al Sud ci sono tipologie di lavoro, penso alla pubblica amministrazione, che consentono di affiancare più impieghi”. Là dove straordinari e doppio lavoro non bastano o non sono disponibili, non resta che battere la strada dell’indebitamento. “Quasi un italiano su due dichiara di avere in corso un prestito personale” precisa Lagomarsino.
I canali preferiti sono le finanziarie (22,4 per cento) e le banche (22), ma sta crescendo anche l’uso a fini di finanziamento delle carte cosiddette revolving (13), spinte di recente dalla grande distribuzione, mentre restano in coda (3,8 per cento) parenti e amici. Ormai, anche se il modello americano è lontano e il 43,1 per cento del campione si indebita solo per un bene importante (per esempio l’auto, che resta l’oggetto più pagato a rate), un italiano su tre ammette di avere in corso prestiti per più beni, dai mobili al computer e persino per il mutuo della casa. E il 41 per cento dichiara di “conoscere qualcuno che ha dovuto contrarre debiti per beni o servizi di prima necessità, come le spese mediche”. “In parallelo con la ricerca di entrate aggiuntive, sul fronte delle uscite la caccia all’occasione sta diventando uno stile di vita, anche a livelli di reddito medio- 127 alti” conclude Lagomarsino. Il 68 per cento degli intervistati dichiara di essere impegnato in un taglio delle spese. Così aumentano le famiglie che comprano con le offerte promozionali (75,2 per cento) e in saldo (66,8). O che frequentano ipermercati e centri commerciali (67,3 per cento) e hard discount (50,9) per l’acquisto di alimentari o generi di largo consumo, quando non si rivolgono direttamente al produttore (11,2). Di certo, se le famiglie italiane si danno da fare, il messaggio che siamo arrivati vicino a un punto critico è giunto chiaro anche agli operatori più vicini ai consumatori.
La prova? Mentre le grandi catene della Federdistribuzione (13 mila punti vendita) si sono impegnate da maggio fino a dicembre 2008 a inserire sempre, in ogni loro promozione con sconti tra il 10 e il 40 per cento, almeno una referenza tra le categorie di prodotto più colpite dal rialzo dei prezzi, anche chi opera nella distribuzione low cost ha deciso di fare di più. La Lidl Italia, 500 punti vendita, dal 18 maggio parte con una campagna tv per lanciare il taglio fino al 24 per cento dei prezzi di circa 100 prodotti, tra cui il burro pastorizzato, il grana padano, la fesa di tacchino, la mozzarella e le patate fritte. Basterà ad alleviare i problemi dei clienti in crisi da reddito?

Fonte: blog.panorama.it

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07:49 Scritto da: spinsound2 in Varie Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: crisi, soldi, denaro, euro | OKNOtizie |  Facebook

23/07/2010

Dove poni la tua attenzione: Il tuo focus sul denaro.


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L'energia fluisce là dove poni la tua attenzione. Se vuoi diventare ricco, la prima cosa da fare, in assoluto, è avere un focus sul denaro rivolto nella giusta direzione. Il focus non è altro che il punto su cui poni l'attenzione. Il nostro cervello è un sistema ciberneticoe, se noi gli facciamo una domanda, ci dà una risposta. Ricordati che ottieni dalla vita solo quello su cui ti focalizzi costantemente. Su che cosa vi state focalizzando? Supponi di essere a una festa e di avere con te una videocamera. La festa è bellissima, ci sono centinaia di persone che si divertono, ma in un angolo della sala due stanno litigando. Se punteremo l'obiettivo della videocamera solo su quei due ignorando il resto, rivedendolo si avrebbe l'impressione di una festa mal riuscita.

Lo stesso accade al nostro cervello: abbiamo diverse aree della nostra vita che probabilmente sono ok, per esempio siamo in salute, abbiamo amici che ci vogliono bene, dei buoni genitori, denaro, un lavoro che ci appassiona ma magari, al momento, la nostra relazione di coppia va male. Se avremo il focus solo sui problemi ci sembrerà che la nostra vita faccia schifo. In realtà tutte le aree vanno bene tranne una. Ma la nostra mente ha la capacità di focalizzarsi sul negativo o sul positivo, sui problemi o sulle soluzioni. Acquisire la capacità di crearsi delle domande potenzianti ci mette in grado di cambiare il nostro stato d'animo e guardare sempre verso le soluzioni.

Ci sono delle domade che possono aiutarti a cambiare il tuo punto di attenzione: "Qual'è il tuo focus sul denaro?", "Quali sono le domande che ti poni sempre sulla ricchezza e sull'abbondanza finanziaria?". Per chiarire questo concetto vi faccio un esempio. Durante alcuni corsi di Wellness Finanziario, emergono in modo ricorrente alcune cose motlo interessanti. Alcuni si chiedono "Come faccio ad arrivare alla fine del mese?", "Come mai ho così pochi soldi da parte?", come potete capire, queste domande focalizzano il problema e non la soluzione. Come posso crearmi delle entrate aggiuntive? Come posso organizzare la mia vita in modo che il denaro non sia più un problema? Come posso creare entrate non dipendenti dal mio lavoro? Come posso diventare finanziariamente libero? Come posso guadagnare X in X tempo? Ponetevi queste domande con una certa frequenza e il vostro cervello comincerà a darvi le risposte.

 

da "I soldi fanno la felicità" di Alfio Bardolla

 

 

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22/07/2010

Quello che ci limita a diventare ricchi e produrre ricchezza


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In questo post vi illustrerò tutte le nostre seghe mentali che ci limitano a divenatre ricchi e produrre ricchezza:

Ci vuole denaro per fare denaro

Questa è stata la mia più forte condizione limitante per quanto riguarda il denaro. In realtà il 90% delle persone che posseggono attività liquide superiori al milione di euro è partito dal niente.

Non posso cambiare perchè non posso fare a meno del denaro che sto guadagnando

Alcune delle più grosse società sono state create nel garage di casa e nel tempo libero: Apple, Hewlett-Packard, Tecnogym, i libri di Harry Potter che hanno venduto 250 milioni di copie, permettendo all'autrice di accumulare un patrimonio netto superiore a un miliardo di dollari. Se si desidera veramente cambiare e se la motivazione è forte a sufficienza, il modo non sarà mai un problema.

Per diventare ricchi bisogna aver studiato

Le mie ricerche non mostrano alcuna correlazione frà la ricchezza e il titolo di studio. Infatti quando andate in banca non vi chiedono di mostrare il vostro curriculum scolastico, ma quel'è la vostra situazione patrimoniale, segno che è più importante quello che siete stati in grado di realizzare finanziariamente rispetto a quello che avete studiato a scuola.

Se divento ricco, divento avido e materialista

Il denaro non trasforma le persone, ma ne amplifica le caratteristiche. Se siete già avidi, diventando ricchi lo diventerete ancora di più. Allo stesso modo se siete propensi ad aiutare il prossimo lo farete meglio utilizzando il vostro denaro perchè i soldi non comprano parole gentili, ma comprano assistenza, cure mediche, strutture sanitarie, un letto del cibo. L'aiuto materiale insieme a quello spirituale fà la differenza. Madre Teresa di Calcutta è morta con un patrimonio di milioni di dollari e ha potuto aiutare tanta gente anche perchè è stata in grado di raccogliere, gestire e amministrare molto denaro.

Non devo diventare un imprenditore o un investitore, il mio lavoro si prenderà cura del mio benessere finanziario

La verità è che dovete diventare o imprenditori o investitori. Spesso le persone pensano, consciamente o meno. che la strada per il loro benessere finanziario sia un lavoro. Meno dell'1% di chi lavora diventerà finanziariamente libero come gli sportivi, i musicisti, gli attori o gli amministratori delegati di grosse società. Chi non sviluppa abilità imprenditoriali o capacità d'investimento non può diventare finanziariamente indipendente.

Non ho bisogno o non voglio diventare ricco, sto bene con quello che ho

La verità è che non avete nessuna idea di quello di cui avrete bisogno in futuro. Che cosa succederebbe a voi e ai vostri cari se perdeste il lavoro? E se non foste finanziariamente preparati?

Non è importante se voglio o posso diventare ricco: semplicemente non ce la faccio

Controlla le tue convinzioni "Trasparenti": che cosa pensi riguardo alla tua possibilità di imparare? Ricordati che nel percorso imboccato per diventare ricchi, cos' come per imparare ad andare in bicicletta, si cade, ci si rialza, fino a quando non si è in grado di stare in equilibrio. Leggi libri sul denaro, biografie di milionari, trova qualcuno che è diventato ricco e chiedi come ha fatto e impara da loro.

 

da "I soldi fanno la felicità" di Alfio Bardolla

 

 

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21/07/2010

Concretizzare la convinzione di poter diventare ricco....


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Devo essere una persona convinta di poter imparare cose nuove, perchè non sarà facile concretizzare la convinzione di poter diventare ricco. Se non posseggo convinzioni potenzianti riguardo a me stesso, la mia identità non può cambiare. Tutto quello che segue le parle "IO SONO" rappresenta le credenze riguardo a noi stessi che definiscono la nostra identità. <Io sono uno che impara facilmente>, <uno che si impegna>, <uno che arriva fino in fondo> sono tutte convinzioni potenzianti sulla mia identità. Al contrario: <Io sono pigro>, <io sono procrastinatore>, <io sono lento>, <io sono imbranato>. Ricordatevi che si tratta solo di sensazioni di certezza riguardo a chi siete. Voi non siete i vostri comportamenti, ma molto di più. Lavorare a livello di identità vi porterà a creare quello che veramente volete, facilmente e velocemente, ma soprattutto senza sforzo. Qual'è l'identità della persona che rincorre i propri sogni? Quali caratteristiche deve avere? Chi crede di essere? Che cosa crede rispetto alle sue capacità?

 

da "I soldi fanno la felicità" di Alfio Bardolla

 

 

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20/07/2010

Come nascono le convinzioni sul denaro (seconda parte)


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Gruppo dei pari

Può succedere di cambiare le nostre convinzioni per adeguarci al gruppo con cui veniamo in contatto. I pari sono le persone che frequentiamo maggiormente. Ecco perchè è importante chi si decide di frequentare: in qualche modo ne acquisiamo le convinzioni.

Esperienza significativa

A volte basta una sola esperienza per credere che qualcosa sia possibile, nel bene o nel male. Prova ad immaginare di dover fare una presentzione di successo davanti a 200 persone: la tua convinzione di poter parlare in pubblico influenzerà positivamente il tuo risultato, dandoti una convinzione sulla tua capacità futura di affrontare la stessa esperienza aprendoti magari a nuove realtà lavorative. La stessa cosa succede purtroppo anche al contrario: un approccio negativo influenzerà negativamente il risultato.

Organizzazioni culturali

A volte assumiamo le credenze dell'azienda per la quale lavoriamo: se tutti lavorano oltre l'orario stabilito, sarà normale anche per noi adeguarci e credere che sia giusto farlo. Se siamo nati in Italia sarà normale essere cattolici così come sarà normale essere musulmani se nati in Egitto.

Media

Radio e televisioni ci inculcano credenze su chi siamo, su che cosa dovremmo essere, su che cosa dovremmo pensare, su quanto dovremmo pensare, su come dovremmo vestirci, quindi su ome spendre i nostri soldi.

Le credenze non sono statiche, ma spesso agiamo come se lo fossero, dimenticandoci che rappresentano esclusivamente la nostra percezione della realtà, che danno solo una sensazione di certezza riguardo a qualcosa. Esse guidano i nostri pensieri, i nostri comportamenti. Alcune convinzioni ce le portiamo dietro da sempre, mentre altre cambiano naturalmente con il passare del tempo. Quando avevamo 5 anni credevamo a Babbo Natale, poi, ovviamente, la nostra convinzione è cambiata! Le credenze possono essere una forza che ci guida, ma anche essere limitanti e depotenzianti.

Vai alla prima parte

 

da "I soldi fanno la felicità" di Alfio Bardolla

 

 

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19/07/2010

Come nascono le convinzioni sul denaro (prima parte)


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Le convinzioni non sono innate. Non nasciamo con convinzioni già organizzate: le impariamo e le sviluppiamo per dare un senso al nostro mondo, per orientarci. Ma da dove arrivano?

Imprinting

Significative esperienze durante il periodo cosiddetto dell'imprinting. Da quando nasciamo fino a 7 anni, esperienze significative della nostra vita impattano profondamente sulla nascita delle nostre convinzioni, su noi stessi e sulle nostre potenzialità, sugli altri, sulle nostre capacità di fare, di non fare, di capire, di non capire.

La cultura nella quale cresciamo

Il modello sociale in cui cresciamo gioco un rulo fondamentale nel plasmare il nostro pensiero. Per esempio, molti di noi sono della stessa religione della famiglia di provenienza.

Modellazione inconscia

Mentre cresciamo copiamo naturalmente non solo i comportamenti delle altr persone ma ance le loro credenze.

Feedback da parte delle persone a noi vicine

La famiglia solitamente impone ai figli quello che possono o non possono fare. Al posto di lodare i successi spesso criticano pesanemente i fallimenti. Come risultato molte persone stabilicono percezioni negative riguardo se stesse.

Esperienze ripetitive

Più siamo esposti a un determinato messaggio, più credibile diventa, e con il passare del tempo possiamo stabilire una convinzione al riguardo. Supponete di avere vissuto in una famiglia di immobiliaristi: saebbe normale per voi comprare e vendere immobili a scopo di lucro e avere una convinzione positiva su questo tipo di affari.

 

Continua nella seconda parte.

 

da "I soldi fanno la felicità" di Alfio Bardolla

 

 

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