26/07/2010

Nuove truffe: prendi il prestito e sparisci....


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L’anno scorso ci hanno provato in 25mila. Quest’anno si stima che a tentare saranno almeno in 30mila. Ma sono solo le cifre ufficiali, quelle “confessate” dalle banche e dagli istituti finanziari che concedono prestiti. Va calcolato, va messo nel conto un numero almeno triplo: facciamo centomila. Centomila volte in un anno c’è chi si presenta ad una banca o ad una finanziaria e chiede un prestito portandosi in tasca documenti falsi, buste paga artefatte, dichiarazioni fiscali fasulle. Documenti, buste paga e Cud sono ciò che chi ti deve concedere un prestito chiede per sapere se il prestito può dartelo, per sapere chi sei, quanto guadagni, quanto puoi pagare di rata. Se documenti, buste paga e dichiarazioni fiscali sono falsa, se la banca o la finanziaria ci cascano, allora incassi il prestito e sparisci e, ovviamente, non paghi nulla.

Sono truffe, tentativi di truffa. Una volta su due falliscono. Spesso infatti sono artigianali, molto artigianali: solo scanner e computer se non addirittura colla e pennarello. Altre volte invece sono professionali e quindi riescono. L’anno scorso la quota di crediti non restituita è salità dal 2 al 3 per cento dei prestiti erogati. La metà di questo punto percentuale è attribuita al “prendi il prestito e sparisci”. Mezzo punto percentaule sembra poco ma sono un sacco di soldi: tra i 150 e i 200 milioni di euro. Il bello, anzi il brutto della vicenda è che, se la truffa riesce, il truffatore incassa relativamente poco: dieci, venti, cinquantamila euro. Ma rischia praticamente nulla. Per cercarlo serve una denuncia del truffato, della banca, una denuncia contro ignoti. Possibilità di trovarlo, l’ignoto, bassissima.

Non è giusto, oltre che illegale. Ma su questo fronte dei prestiti le banche pagano una sorta di contrappasso. Infatti le regole, le categorie applicando le quali un prestito te lo danno o no, sono tanto rigide quanto crudeli. No in linea di massima ai giovani e ai single. E fin qui…Ma niente prestito anche se il cinque per cento della “categoria” in cui il computer della banca ti cataloga in media non paga le rate. Non importa quindi se tu, proprio tu, paghi o no. Importa quel che fanno i tuoi “simili”. E, cosa ancora peggiore, se nella tua vita hai ottenuto un prestito o un mutuo e l’hai ripagato per intero prima del previsto, privando quindi la banca di tutti gli interessi previsti, allora la banca non ti considera un onesto pagatore ma un guaio, un affare in perdita. Prestiti non te ne dà più perchè hai pagato tutto e prima, quindi hai pagato un po’ di meno. Questo alle banche non piace, hanno bisogno di debitori non solo paganti ma possibilmente debitori eterni.

 

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23/09/2009

Prestiti per famiglie povere da Cei e banche


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La Cei (Conferenza Episcopale Italiana) promuoverà presto una forma di sostegno alle famiglie che hanno perso il posto di lavoro. L’aiuto consisterà in un sussidio di 500 euro da spendere per pagare il mutuo o l’affitto.

Potranno usufruire di questa agevolazione solo le famiglie sposate con disabili e malati a carico o più di tre figli. I soldi verranno erogati dalle banche tramite un prestito garantito da un Fondo di 30 milioni di euro che la Cei raccoglierà con una colletta a livello nazionale. Gli istituti di credito contribuiranno decuplicando il tetto fino a 300 milioni.

Il prestito potrà poi essere rimborsato in 5 anni a partire dal momento in cui la famiglia ha un nuovo reddito. L’interesse sarà minimo e concordato tra Cei e Abi.

Per il segretario generale della Cei, monsignor Marino Crociata, questa iniziativa «non è un gesto assistenziale, servirà alle famiglie che hanno perso il reddito a resistere in questa fase difficile per rientrare nel mercato del lavoro».

«Abbiamo calcolato – ha continuato poi monsignor Crociata - che in queste condizioni potranno trovarsi dalle 20 alle 30 mila famiglie. Ci si dovrà rivolgere al parroco e non ci saranno persone dedicate a questo servizio. Le famiglie che rientreranno in questi parametri saranno indirizzate alla Caritas diocesana o agli uffici delle Acli. La banca poi in 10-20 giorni inizia questo sostegno, con l'erogazione mensile della somma di 500 euro. Servirà per l'affitto o il mutuo per un anno».

Il prestito potrà essere rinnovato per un secondo anno e non implica l'esclusione da altri aiuti che le famiglie possono eventualmente ottenere.

Fonte: azfinanza.com

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Prestiti, nel 2008 italiani indebitati per oltre 60 miliardi


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Gli italiani ricorrono sempre più a prestiti personali per acquistare beni di consumo aumentando così i propri debiti.
E’ questa la sintesi delle ultime stime di Assofin, l’Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare.

Nel 2008 le famiglie italiane sarebbero ricorse a prestiti per 60,7 miliardi di euro che corrispondono a più di 98,9 milioni di operazioni tra prestiti personali, carte di credito e cessione del quinto dello stipendio.

La crescita rispetto all’anno precedente è del +1,4% e solo nell’ultimo trimestre 2008 è stata registrata una lieve diminuzione (-0,3%).

L’Italia si sta così allineando sempre più agli altri paesi europei dove si utilizza maggiormente il credito al consumo.

L’andamento dei tassi di interesse degli ultimi anni, più alto in Italia rispetto alla media europea, ha fatto crescere la durata media del prestito. Circa il 49% dei prestiti personali durano oltre 60 mesi, il 26% ha invece una durata compresa tra 48 e 60 mesi.

Secondo i dati di Assofin la cessione del quinto è cresciuta del +39%, i prestiti personali del +11,7% e l’utilizzo della carta di credito ha registrato un +7,2%. Sono diminuiti invece i prestiti finalizzati (-12,7%), soprattutto a causa dell’andamento negativo dei settori auto e moto.

Quasi tutte le regioni italiane hanno visto crescere i prestiti erogati. La regione che ha avuto l’incremento maggiore rispetto al 2007 è il Trentino Alto Adige con +12%, ma è la Lombardia, che sfiora la soglia dei 10 miliardi di euro, la prima regione per volumi erogati in Italia.
Le percentuali più alte si attestano nelle regioni del Nord Ovest con il 26% e del Sud con il 24%.

Fonte: azfinanza.com

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A Genova prestiti gratuiti fino a 5mila euro


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Sono sempre più numerosi i nuclei famigliari che, a causa della crisi, si trovano in difficoltà ad affrontare le spese quotidiane e quelle impreviste.

E’ per questo che tutte le regioni e i comuni italiani stanno cercando di trovare nuove modalità di sostegno alle famiglie.

Questa volta l’idea parte da Genova, ma il modello sarà presto esportato nel resto d'Italia. Si chiama Prestito Gratuito ed è stato studiato da Francesca Balzani, assessore al bilancio del Comune di Genova ed ex braccio destro di Victor Uckmar, economista di fama mondiale.

Potranno richiedere un prestito fino a 5mila euro gratuito, cioè senza interessi, le famiglie con reddito sotto i 25mila euro. Non ci sarà bisogno di spiegare le motivazioni ma semplicemente basterà restituirlo in un massimo di 3 anni.

Secondo le stime del Comune la richiesta media sarà per prestiti compresi tra i 2000 e i 3000 euro e si potrà arrivare ad aiutare fino a 5.000 famiglie.

Il 6 maggio è stato aperto il bando per trovare un istituto di credito che offra le condizioni più vantaggiose per aprire questo nuovo servizio al cittadino.

Le famiglie genovesi otterranno fino a cinquemila euro senza un centesimo di interesse – ha dichiarato la Balzani - ma, ovviamente, le banche che distribuiranno questi fondi chiederanno che il Comune paghi le singole pratiche: ebbene, noi lanciamo una gara tra le banche e cerchiamo non solo la capillarità sul territorio ma anche un atteggiamento ‘aperto’ nei confronti della gente. È chiaro che se arriva un grande cliente come il Comune di Genova ti mettono il tappeto rosso: noi pretendiamo lo stesso atteggiamento nei confronti di chi va a chiedere mille, duemila euro e che oggi viene trattato con sprezzo”.

Fonte: azfinanza.com

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11/09/2009

Arriva in Italia il microcredito di Muhammad Yunus


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Nel 1974 il Bangladesh fu colpito da una violenta inondazione a cui fece seguito una grave carestia che causò la morte di centinaia di migliaia di persone. Il tasso di crescita della povertà aumentò e per molti fu difficile arrivare a soddisfare i bisogni alimentari minimi giornalieri. Fu così che partì la Grameen Bank: nata in Bangladesh nel 1976, la banca fu avviata da Muhammad Yunus e dal Dipartimento per l'Economia Rurale dell'Università di Chittagong in Bangladesh per sperimentare e verificare la fondatezza del nuovo metodo di concessione del credito: il microcredito. Il primo prestito concesso fu di 27 dollari.

Ora il "banchiere dei poveri" e premio Nobel per la pace Muhammad Yunus sbarcherà anche in Italia: microcredito senza garanzie per dare prestiti ai più poveri, soprattutto donne. Finanziamenti dunque per chi non può avere credito da una banca tradizionale, permettendo così a questi clienti di avviare imprese ed evitare di cadere nelle mani degli usurai.

I numeri non danno nessun torto a Yunus: è altissima la percentuale (98%) di restituzione dei prestiti a fronte di una generale insolvenza del credito. Adesso Yunus, in Italia, punta a una collaborazione con Unicredit e l'Università di Bologna. La Fondazione Cariplo, grande socio di Intesa Sanpaolo (già attiva nel campo con Banca Prossima e i prestiti d'onore) auspica la partecipazione di altri istituti di credito. L'iniziativa prenderà vita entro l'anno in corso.

Fonte: azfinanza.com

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06/09/2009

Consolidamento Debiti, la soluzione per chi ha tante rate


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Il consolidamento debiti o mutuo per consolidamento debiti è un prestito che si ottiene per unire in un’unica rata diversi finanziamenti ottenuti che sono divenuti insostenibili da pagare separatamente ogni mese.

Ad esempio se si ha il mutuo per la casa, le rate da pagare della macchina o per aver acquistato elettrodomestici, mobili o altro, il consolidamento debiti permette di riunire tutto in un unico finanziamento più pratico da rimborsare.

Spesso il consolidamento debiti permette di avere rate complessivamente più basse e dilazionare i pagamenti più a lungo. Si può scegliere un finanziamento a tasso fisso o variabile ma bisogna tenere presente che, il più delle volte, le rate basse sono proprio quelle che hanno tassi meno vantaggiosi per il cliente.

Tutti i prestiti devono essere a nome di una persona fisica, le aziende infatti non possono usufruire del consolidamento debiti e non è possibile associarvi debiti derivati dall’utilizzo di carte di credito, comprese le revolving e di fidi o conti correnti in rosso.

Spesso per ottenere il consolidamento debiti viene richiesta una garanzia: avere un’immobile di proprietà e non viene rilasciato per importi inferiori ai 30mila euro.

Le condizioni e le clausole variano da banca a banca. E’ bene fare un confronto tra le molte proposte prima di scegliere quella migliore per le proprie esigenze oppure farsi consigliare da un esperto di settore.

 

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Prestiti: il fiduciario o cambializzato


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Tra le varie tipologie di prestiti personali esiste il prestito cambializzato o fiduciario. La caratteristica principale che lo distingue dagli altri è la modalità di rimborso che avviene attraverso della cambiali e non tramite Rid o pagamento di bollettini postali.

Le cambiali da rimborsare con scadenza mensile possono essere pagate recandosi allo sportello di una qualsiasi banca, non solo quella in cui si è titolari di un conto corrente.

Il prestito cambializzato prevede rate costanti e a tasso fisso che non necessariamente vengono scalate dalla propria busta paga.

Alcune specifiche che riguardano il rimborso del prestito dipendono dal reddito del richiedente, dall’anzianità lavorativa o dal fatto di avere o meno altri finanziamenti in corso. Si può richiedere un prestito cambializzato con un differente piano di ammortamento che può oscillare tra le 12 e le 120 rate.

Possono richiedere un prestito cambializzato lavoratori dipendenti, liberi professionisti, neo assunti o pensionati. I primi dovranno portare come garanzia il proprio Tfr, i secondi devono aver stipulato da almeno due anni una polizza vita, i neo assunti hanno bisogno della doppia firma di un garante mentre i pensionati necessitano di una specifica certificazione dell’Inps.

Il prestito cambializzato è molto richiesto perché offre dei vantaggi: tasse sulle rate abbastanza basse, concessione anche ai cosiddetti cattivi pagatori o ad extracomunitari dotati di permesso di soggiorno, tempi brevi di erogazione e compatibilità in caso si abbia già avuto accesso ad altri finanziamenti.

 

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Prestiti cattivi pagatori, ecco cosa c’è da sapere


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Risultate dei cattivi pagatori? Innanzitutto è bene sapere che non si può richiedere la cancellazione dalle liste, le S.I.C, ma bisogna attendere il tempo stabilito per legge.

Se il ritardo nel pagamento è avvenuto per una o due rate si resta iscritti nella lista per un anno a partire dal momento del saldo. Nel caso invece le rate siano di più, il tempo che bisogna attendere è di 3 anni.

Se nel frattempo si ha bisogno di un finanziamento, il cattivo pagatore può richiedere un prestito cattivi pagatori o un prestito protestati.

Le due forme di prestiti più utilizzate da chi si trova in questa situazione sono la Cessione del quinto e il prestito delega. Il primo permette di far trattenere la rata direttamente dal proprio stipendio fino ad un massimo del quinto della busta paga, il secondo invece si affianca alla Cessione del quinto e permette di avere un prestito che si dovrà estinguere con rate fino ad un terzo dello stipendio.

Ormai la maggior parte delle banche e delle società finanziarie offrono prestiti a cattivi pagatori per importi che possono arrivare fino a 50mila euro circa. Il finanziamento però varia da banca a banca e anche le clausole e i tassi di interesse sono differenti.

I prestiti cattivi pagatori possono essere richiesti da dipendenti pubblici ma anche da lavoratori autonomi. Le proposte nei due casi saranno però differenti.

In caso di busta paga si adottano le due soluzioni di cui si è parlato sopra: Cessione del quinto e Prestito delega. Per i liberi professionisti invece vengono confezionati su misura prestiti personali differenti da banca a banca. A quest'ultimi però non vi può accedere chi ha subito protesti.

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18/08/2009

Se i prestiti diminuiscono, aumentano i risparmi


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Il mercato dei prestiti, in questo 2009, non è dei più rosei, e i dati che emergono dalle varie società che elaborano informazioni quantitative su questo argomento lo dimostrano ampiamente. È probabile, quindi, anzi è quasi sicuro, che l’incertezza economica e finanziaria, nonché la solidità delle nostre famiglie ed imprese minata dai grandi eventi globali abbiano in qualche modo favorito un forte irrigidimento del mercato in termini di concessione creditizia. Ma è pur sempre vero che le banche, le società finanziarie, gli istituto di credito non funzionano, ovvero non creano profitto, se non vendono il proprio prodotto: il denaro sotto forma di prestito.
Per questo motivo la contrazione della domanda e concessione di prestiti è da ricercare in un più approfondito motivo sociale ed economico insieme, se a ciò si aggiunge che i tassi di interesse sono, in queste settimane, ai minimi storici grazie ad una precisa strategia messa in campo dalla Banca Centrale Europea di Francoforte presieduta dal Governatore, francese, Jean-Claude Trichet.
Per questo motivo è probabile che la paura e l’incertezza non riguardi tanto le banche ma riguardi i consumatori, i cittadini e le famiglie, che preferiscono, al consumo, il risparmio. Ed è proprio questo, assieme alla contrazione dei consumi e a tutto ciò che ne deriva (calo del PIL – del prodotto interno lordo – e quindi dell’occupazione; affaticamento delle uscite pubbliche e potenziale aumento del debito; pressing sull’assistenza e le politiche sociali), che caratterizza l’attuale società dei consumi in piena crisi: il risveglio del risparmio. Più o meno gestito.
Ma tutto ciò innesca un altro meccanismo, che non va a vantaggio del cittadino formica. Tale meccanismo è l’accumulo di capitali da parte delle società che gestiscono risparmi e crediti. Le banche, cioè, avendo a disposizione del denaro e concedendo meno prestiti a privati ed imprese, si ritrovano ad essere i sempre più attori principali della scena economica, ma non attraverso strumenti industriali (quelli connessi strettamente all’economia cosiddetta reale), ma per lo più attraverso strumenti finanziari moderni e, oltre che poco comprensibili, meno vantaggiosi per attori sociali come: imprenditori, quadri, professionisti, impiegati, operai, eccetera eccetera. Cioè il grosso della società civile.
Senza tuttavia estrapolarne relazioni di causa effetto, sempre meno calcolabili in ambito economico vista la complessità sociale a cui si è arrivati in questi decenni, di sicuro questa può essere una tendenza molto importante. E in questo senso, quindi, possono essere i dati elaborati da cartaSì per quanto riguarda i crediti, di Abi con il Monthly Outlook, e il Cna, ovvero l’associazione sotto la cui organizzazione si autorappresentano gli artigiani del Lazio, che hanno appunto denunciato la pericolosità della rigidità con cui le società di capitali, le banche e le società di mediazione ed intermediazione creditizia, gestiscono l’erogazione di prestiti e finanziamenti e quindi l’apertura di linee di credito ex novo.

Fonte:Prestitoblog.it

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27/07/2009

PRESTITO PERSONALE


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busi009.jpgE' un finanziamento rilasciato senza necessità di  motivare la  richiesta, e pertanto non finalizzato, con tasso  d'interesse fisso,  ammortamento a rate costanti da  rimborsare con cadenza mensile.

 Il finanziamento viene rilasciato a tutte le categorie di  lavoratori,  dipendenti, autonomi e pensionati, con redditi  dimostrabili che  permettano di far fronte alle rate.

 La concessione del prestito personale, in genere, non è  subordinata  alla presentazione di garanzie reali. Solo quando  l'importo richiesto è  piuttosto elevato rispetto alla capacità di  reddito del richiedente  viene richiesta l'indicazione di un garante o di altre garanzie  specifiche.

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