09/11/2009
Crisi economica? Si grazie, compro casa
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Roma – Casa dolce casa. Oggi è possibile, con un reddito medio di 1500 euro, comprare una casa di 50/70 mq in zone limitrofe al centro di una grande città. È l’effetto bolla immobiliare che si sgonfia facendo registrare per la prima volta, dal 1995 ad oggi, il segno meno sul costo del mattone. La drammatica crisi economica che l’Italia, insieme a tutti i paesi industrializzati del mondo ha dovuto affrontare, porta con se il seme della ripresa .
Solo due anni fa si sgranavano gli occhi leggendo annunci vendita, e altresì li sgranavano i funzionari bancari di fronte ad una legittima richiesta di mutuo. L’unica alternativa possibile all’acquisto del bene primario era l’affitto, con conseguente angosciosa sensazione di gettare dalla finestra il frutto del duro lavoro.
Oggi i dati dell’ Agenzia del Territorio restituiscono una fotografia molto più confortante e incoraggiante per chi è alla ricerca del tanto agognato focolare domestico. Negli Stati Uniti, crogiuolo d’inizio e fine della crisi, sono molto più contenti con prezzi degli immobili 3/4 volte più bassi di prima, ma anche in zona euro possiamo tirare un respiro di sollievo.
In calo le compravendite, in calo i prezzi ; naturalmente con vari distinguo da città a città e da regione a regione. Ma non è finita. Accanto alla pur ottima notizia di prezzi più bassi c’è anche la ritrovata possibilità d’ accesso al mutuo ipotecario , perché in pochi possono affrontare una spesa così grande. Ed ecco che proprio la sfiducia generata dall’attuale congiuntura economica fa precipitare il tasso d’interesse variabile , con un risparmio sulla rata mensile che in certi casi può sfiorare i 200 euro.Tutto questo si traduce, oltre che in un minore esborso di denaro, nella possibilità di ottenere cifre più alte.
Certo solo a nominarlo il tasso variabile fa venire la pelle d’oca, per la sua natura altalenante e memore negli scorsi anni di rialzi selvaggi, ma sul mercato oggi sono disponibili prodotti con meccanismi di protezione , a tetto massimo garantito, in grado da mettere al riparo i clienti da eccessive fluttuazioni speculative.
Rimane però un ultimo scoglio da superare, le banche . Le enormi perdite hanno costretto gli istituti bancari a rivedere le credenziali con cui si concedono finanziamenti; tipo di contratto lavorativo, rapporto rata-reddito ed eventuali prestiti già in essere. Comunque un buon consulente riesce oggi, meglio di ieri, a trovare delle soluzioni su misura, dati gli attuali margini di manovra.
Tuttavia, compatibilmente con le varie esigenze di acquisto, tutti i maggiori indici di monitoraggio del settore immobiliare indicano che siamo solo all’inizio della discesa, la mossa più saggia sarebbe quella di aspettare ancora un po’, di tener d’occhio l’andamento della casa dei sogni, e fare un’offerta al ribasso non appena si riscontrano ripetuti abbassamenti del prezzo iniziale.
14:49
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22/10/2009
Da gennaio la moratoria dei mutui
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MILANO - Per le famiglie che hanno difficoltà a far quadrare i bilanci mensili arriva una moratoria dei mutui, ovvero la possibilità di sospendere le rate fino a un massimo di un anno. L'opzione, deliberata dall'esecutivo dell'Abi (associazione bancaria italiana), partirà dal 1° gennaio 2010.
PIANO FAMIGLIE - «Il comitato esecutivo ha deliberato di realizzare un progetto relativo a un piano di sostegno alle famiglie che tende a rendere più generali e omogenei i diversi interventi sul territorio delle associate» ha annunciato il presidente Corrado Faissola, sottolineando che il progetto prevederà la dilazione delle rate del mutuo e che la sospensione varrà per un anno. Dopo il piano per le imprese varato a inizio agosto con il governo e le associazioni imprenditoriali, l'Abi lancia quindi un piano famiglie che, spiega Faissola, partirà da gennaio.
SENZA LAVORO - Destinatari dell'iniziativa sono quelli già indicati per gli altri accordi varati dalle singole banche e quindi chi ha perso il posto di lavoro o chi è entrato in cassa integrazione, chi ha visto la cessazione dell'attività di lavoro autonomo e chi ha avuto la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia. L'Abi ha dunque incaricato il presidente Faissola e il direttore generale Giovanni Sabatini di seguire la fase di messa a punto e di approfondimento delle caratteristiche tecniche del piano. Inoltre è in arrivo, ha aggiunto Faissola, «un'interlocuzione con le altre realtà coinvolte, tra cui la presidenza del Consiglio dei ministri e le associazioni dei consumatori che avevano sollecitato l'iniziativa».
110MILA NUCLEI - Su un totale di 1,1 milioni di famiglie povere e indigenti presenti in Italia, secondo le ultime rilevazioni dell'Istat (diffuse a luglio e relative al 2008), quelle interessate dalla sospensione delle rate dei mutui per l'acquisto di casa potrebbero essere - secondo primissime stime bancarie - 110mila, per un valore complessivo di 8 miliardi di mutui erogati.
CONSUMATORI - La decisione dell'Abi è stata accolta positivamente dalle associazioni dei consumatori, pur con qualche distinguo. Federconsumatori e Adusbef rilevano che «una sospensione del pagamento del mutuo dai 12 ai 18 mesi è una misura che può veramente far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi» e invitano le banche ad «affrontare tali situazioni estremamente delicate, negoziando condizioni più favorevoli per quanto riguarda interessi e durata dei mutui». Il Codacons considera positiva l'iniziativa «solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, non 12, e che la sospensione valga per chiunque dimostri semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo, indipendentemente, quindi, dal fatto di essere disoccupato, cassaintegrato o che sia morto un componente della famiglia». L'Adiconsum, pur sottolineando che nelle proposte formulate all'Abi la richiesta era per un periodo più lungo, rileva che l'importante è iniziare a rispondere con un provvedimento concreto e che alla moratoria sui mutui è interessata una famiglia su 5.
Fonte: Corriere.it
12:21
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12/10/2009
«Alt ai supermutui, mai sopra il 40%»
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MILANO - La Commissione europea non sta lavorando alla preparazione di una direttiva che introduca limiti più bassi per la concessione di mutui sull'acquisto di immobili. Lo ha precisato il portavoce di Charlie McCreevy, commissario europeo per il mercato unico, rispondendo, durante il briefing quotidiano, ad una domanda sul titolo di apertura dell'edizione odierna del «Sole 24 Ore». «Non è vero» che Bruxelles stia lavorando ad un'ipotesi di questo genere, ha detto il portavoce, riferendosi alla possibilità di far scendere al 40% del valore degli immobili l'ammontare dei prestiti che possono essere concessi dagli istituti di credito europei.
L'IPOTESI - Secondo quanto scrive oggi «Il Sole 24 Ore del Lunedì» invece la Commissione europea starebbe lavorando ad una normativa in tal senso. Il quotidiano della Confindustria spiega che la nuova disposizione è prevista proprio da una proposta di direttiva della Commissione europea in stato avanzato di elaborazione, che ha l'obiettivo di ridurre i rischi da credito e rafforzare i requisiti patrimoniali delle banche.
LEGGE - La legge bancaria vigente attualmente in Italia prevede invece una soglia del finanziamento pari all'80% del valore dell'immobile. In pratica, oggi su un immobile del valore accertato di 200 mila euro, banche e intermediari finanziari possono erogare fino a 160mila euro. Con il tetto del 40%, invece, sullo stesso immobile le banche potranno erogare fino a 80mila euro. La cifra eccedente dovrà essere garantita da polizze assicurative con un inevitabile aggravio di costi per chi richiede il mutuo. Si prevede un impatto anche sul mercato immobiliare, soprattutto su categorie «deboli» come gli stranieri immigrati e le famiglie a basso reddito che alimentano in modo particolare la compravendita di bilocali. Per le banche, la nuova, ipotetica, normativa prevederebbe anche un appesantimento degli accantonamenti obbligatori non solo sui nuovi prestiti, ma anche su quelli erogati. A soffrire della stretta creditizia potrebbe essere anche il valore degli stessi immobili, sui quali, occorre ricordarlo, gli italiani hanno investito complessivamente il 60% della loro ricchezza.
Fonte: Corriere.it
17:28
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09/10/2009
Crisi, crescono gli affitti casa (fatturato +10%)
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(ANSA):Con la crisi economica e con quella immobiliare, gli affitti segnano invece un'impennata in Italia. L'indagine registra un trend positivo: a fine 2009 il fatturato si attestera' sui 3,2 milioni (+10% rispetto al 2008). Anche nel 2010 si prevede un incremento del 10% e nel 2011 +15%. Secondo la stessa indagine ''il settore immobiliare che riguarda gli affitti non ha risentito della crisi''.
18:03
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Prezzi in frenata a roma nel terzo trimestre
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(DailyRe):Secondo l'ultimo rapporto sui prezzi delle case di seconda mano a Roma, il costo medio degli immobili è rimasto pressoché invariato nell'ultimo trimestre dell'anno. Nella capitale il prezzo medio del mattone ammonta a 4.379 euro/m2. Se si estende l'analisi alle diverse zone della città la discesa dei prezzi risulta ben più evidente con 10 zone sulle 17 monitorate in cui prevale il segno meno. La variazione più marcata nel centro storico, giù del 4,3% e un valore medio al metro quadro di 6.826 euro dai 7.136 euro/m2 di tre mesi fa, ma resta la zona più cara della città. Tra le zone dove , invece, il mercato è cresciuto spicca cinecittà (+2,7%; 3.743 euro/m2), che ha fatto registrare la miglior performance negli ultimi mesi.
18:01
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06/10/2009
Casa: prezzi giù per la prima volta dal 2004
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(DailyRe):Nel primo semestre 2009 le quotazioni degli immobili sono calate dello 0,5% rispetto al secondo semestre 2008 e dello 0,3% su base annuale. Si tratta del primo calo dei prezzi delle case almeno dal 2004, da quando cioe' e' cominciata la rilevazione sulle quotazioni immobiliari dell'Agenzia del Territorio
10:10
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02/10/2009
Mutui: gli italiani tra i più virtuosi in Europa
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(DailyRe):Gli italiani si confermano tra i più virtuosi in Europa in materia di risparmio. Infatti, secondo uno studio della Commissione europea, solo 12 famiglie su 100 in Italia hanno un mutuo, mentre tra i principali paesi come Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna la percentuale oscilla tra il 25% e il 30% e in Olanda il 40% delle famiglie ha un mutuo per l'acquisto della casa. La voce mutui immobiliari rappresenta circa il 70% dell'indebitamento delle famiglie del vecchio continente, che ammonta a 7 mila miliardi di euro. Negli ultimi anni l'indebitamento delle famiglie in Europa e' progressivamente aumentato: nei primi anni '90 l'indebitamento ammontava a circa il 50% del reddito, per salire all'86% nel 2004 e lo studio stima un'ulteriore crescita alla luce della crisi finanziaria. Nell'Europa dei 27 in media l'indebitamento pro-capite ammonta nel 2007 a 1.971 euro. I più indebitati sono gli inglesi con quasi 5 mila euro pro-capite.
17:11
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Il mercato della casa dopo la crisi?
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(DailyRe):L'Agenzia del Territorio ha reso noto i nuovi dati che fotografano il mercato immobiliare italiano al primo semestre del 2009 attraverso l'informazione sul numero delle compravendite e sui prezzi. Il calo nel numero di compravendite è ancora una volta consistente (-15,6% tendenziale nel primo semestre dell'anno) anche se meno forte rispetto al momento di massima intensità della crisi, ovvero alla seconda metà del 2008 quando il fallimento di Lehman Brothers gela i mercati finanziari e immobiliari. Rispetto al massimo del 2006 quando le case compravendute erano arrivate a 845.000 oggi, proiettando i dati dell'Agenzia su tutto il 2009 Nomisma stima, a fine di quest'anno, un numero di case compravendute pari a 600.000 si tratta di ben il 12,6% in meno in un anno. Nel cercare di individuare le differenze territoriali del mercato delle compravendite, Nomisma segnala come nei capoluoghi i volumi di compravendite tengono meglio che nel resto delle provincie mentre, al sud, la crisi è ancora acuta dato che, a differenza del nord e del centro, qui la diminuzione dei volumi di compravendite è ancora più forte di quella registrata precedentemente. Secondo le analisi di Nomisma i volumi di compravendite, diversamente da quanto accadeva in passato, sono oggi largamente dipendenti dalle scelte delle famiglie, in una fase di incertezza e turbolenza finanziaria, di investire la loro liquidità mettendola al riparto del mattone; lo dicono i dati sui mutui che oggi ci consentono di stimare che circa il 60% del numero totale di case compravendute non è assistito da un mutuo e quindi è acquistato "in contanti". Sul fronte dei prezzi delle abitazioni i dati dell'Agenzia mostrano che questi, pur in un mercato con domanda calante, sostanzialmente tengono. Ciò sembra confortare l'interpretazione, proposta da Nomisma in più occasioni, secondo la quale le famiglie italiane, che come noto sono poco indebitate, non stanno immettendo le loro case sul mercato espandendo l'offerta, fenomeno questo che potrebbe incidere negativamente sui prezzi. L'altra componente del mercato italiano è rappresentata dal mercato istituzionale, oggi dominato, con numeri molto più piccoli di quelli di un anno fa, da operatori liquidi e aggressivi, disposti a investire direttamente il proprio danaro, mentre il capitale di debito avrebbe un ruolo decisamente marginale rispetto al passato. Le poche compravendite di immobili commerciali si stanno quindi effettuando con rendimenti prime nell'ordine del 7% e con sconti del 30-40% sui valori massimi raggiunti oltre un anno fa. A questo proposito nel I semestre del 2009, secondo i dati diffusi da Jones Lang LaSalle, gli investimenti commerciali in Italia ammontano a 1,4 miliardi di Euro, riducendosi così del 30% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e tornando ad un livello simile a quello del 2003- 2004.
17:09
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Bankitalia: ancora in calo il tasso medio dei mutui casa
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(DailyRe):Ancora in calo il tasso medio per i mutui casa. E' quanto emerge dal Supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia: a luglio si attesta al 3,38% in calo dal 3,64% di giugno. Il Taeg, comprensivo delle spese accessorie, è al 3,51% in luglio rispetto al 3,79% di giugno. I tassi sono invece sostanzialmente fermi per i mutui casa di durata superiore ai dieci anni. Per quelli stipulati a luglio il tasso medio rilevato da via Nazionale è del 5,17% contro il 5,18% indicato per giugno. Evidente, comunque, il calo registrato nel corso di un anno: nel luglio 2008 era al 6,08%.
16:44
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15/09/2009
Mutui: al 100% o più
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Se si ha necessità di richiedere un mutuo ma non si dispone dell’anticipo necessario si può richiedere un mutuo al 100%.
I mutui al 100% vengono stipulati per l’acquisto o la ristrutturazione di un’abitazione adibita a prima casa solitamente da giovani coppie o da chi ha qualche risparmio ma decide di non utilizzarlo a questo scopo.
Con un mutuo full si può finanziare un immobile fino a 300mila euro con un piano d'ammortamento di massimo 30 anni. La difficoltà però è quella di trovare un istituto di credito che lo eroghi.
Solo alcune banche infatti offrono mutui al 100%, si tratta soprattutto delle Banche Popolari.
La principale garanzia che richiedono è l’ipoteca sull’immobile da acquistare mentre per quanto riguarda il tasso di interesse, come per gli altri mutui, è a discrezione del cliente se scegliere quello fisso o quello variabile.
Alcune banche offrono poi mutui anche superiori al 100%. Chi stipula il mutuo può richiedere infatti, oltre al valore totale che serve ad acquistare l’immobile, anche liquidità aggiuntiva per alcune spese legate alla compravendita o altro.
Bisogna però valutare con attenzione se davvero conviene stipulare un mutuo al 100%, infatti tutti gli istituti bancari, proprio perché si assumono rischi maggiori, caricano il mutuante di spese e commissioni più elevate.
Forse allora, nel caso si disponga di una certa liquidità, è meglio richiedere un mutuo all’80%, che copra cioè l'80% del valore dell’immobile. In questo caso sarà anche più facile ottenerlo perché tutte le banche offrono questa soluzione di mutuo.
Fonte: azfinanza.com
09:41
Scritto da: spinsound2
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