14/09/2009

Carte di credito: come scegliere la più adatta


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Il mercato delle carte di credito in Italia come nel resto del mondo è sempre più variegato e a volte non si riesce a scegliere con calma la soluzione migliore per le proprie esigenze.

Appena si apre un nuovo conto corrente viene subito consigliata una credit card da associare che può essere del circuito Visa, Mastercard oppure Diners e American Express. Le prime due sono accettate ovunque le seconde hanno qualche limitazione in più.

Una voce molto importante da valutare nel momento in cui si sceglie una carta di credito è quella dei costi: canone annuo, bollo, invio estratto conto, commissioni sui prelievi, sui pedaggi autostradali, il rifornimento di carburante e altro.

Una scelta essenziale da fare al momento della richiesta della carta riguarda la tipologia: carta di credito tradizionale, revolving, oppure una carta che racchiuda insieme le due possibilità cioè permetta di scegliere acquisto dopo acquisto se pagare in un’unica soluzione oppure a rate.

Esistono infine le carte di credito prepagate ideali soprattutto per acquistare su internet in tutta sicurezza o da regalare a figli e nipoti con sopra un credito da utilizzare per comprare ciò che vogliono autonomamente.

E’ possibile avere anche più di una sola carta di credito e ottenere le altre in maniera autonoma rispetto al proprio conto corrente.

Nonostante in Italia le carte di credito siano ancora meno utilizzate che in altri paesi europei e soprattutto rispetto agli Usa, nel 2007 nel nostro Paese sono state utilizzate più di 16 milioni di credit card.

Fonte: azfinanza.com

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11/09/2009

Quali sono le spese accessorie in un prestito?


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Valutare attentamente il costo reale di un prestito non è una cosa molto facile, perché le voci di spesa di un finanziamento sono molte.

 

Ad esempio chi chiede un prestito deve valutare il capitale erogato, fare il calcolo degli interessi, tenere presente tutti gli oneri accessori, le spese iniziali ed eventualmente le spese assicurative. Tutte queste quantità, come immaginabile, e non sono facilmente esprimibili in una sola misura di costo.

 

 

 

Gli elementi che bisogna esaminare a priori, prima di sottoscrivere un contratto di credito sono:

 

 

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  • Il TAN, che viene utilizzato solo per calcolare la rata del prestito

     

     

     

 

 

 

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  • Il TAEG, che invece tiene in considerazione anche le spese accessorie, quali le spese di istruttoria, quelle di apertura pratica, di incasso delle rate e le eventuali spese assicurative.

     

     

     

 

 

Tra le spese accessorie principale che è bene valutare ci sono:

 

 

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  • Le spese di istruttoria che sono poste a copertura dei costi di valutazione e di gestione della pratica di finanziamento. In genere vengono corrisposte una tantum, al momento della stipula del finanziamento.

     

     

     

 

 

 

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  • Alle volte poi le banche possono richiedere la stipula di un'assicurazione, che copra le eventuali insolvenze. Questo non è però sempre richiesto.

     

     

     

 

 

Tenete comunque presente che questi costi accessori non sempre sono irrisori, anzi, spesso sono una percentuale non trascurabile di quello che sarà il costo totale del prestito e la relativa rata, quindi fate bene i calcoli!

 

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11/08/2009

Mutuo Ipotecario


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Un mutuo ipotecario è un prestito garantito da ipoteca su un immobile. L’accensione di un mutuo è un evento molto importante nella vita di una persona, spesso legato all’acquisto di una casa (il più delle volte si tratta dell’acquisto della prima casa). Per molti è il primo vero accesso al mondo del credito. L’accensione di un mutuo è pertanto la fase finale di un processo complesso che può essere riassunto nelle seguenti fasi:

 

5.1 - La scelta del mutuo

Stabilita l’intenzione di acquistare un immobile, dobbiamo stabilire la quota di mezzi propri e quanto dovrà essere integrato con il mutuo. Pur essendo presenti sul mercato prodotti che permettono di finanziare fino al 100% del valore dell’immobile, è bene tenere a mente che:
- spesso le condizioni migliori in termini di tasso di interesse applicato vengono offerte per mutui che coprano fino all’80% del valore dell’immobile, oltre tale percentuale la possibilità di scelta diminuisce drasticamente;
- un mutuo superiore all’80% spesso richiede l’obbligo di stipula di assicurazioni che aumentano il costo del finanziamento stesso;
- in molti casi il 100% equivale in realtà ad un importo che, depurato dalle assicurazioni, costi di perizia ecc., risulta inferiore al valore pagato per l’immobile.

Oltre al prezzo pagato al venditore, vi sono poi dei costi che possono incidere in maniera rilevante sul costo finale dell’intera operazione. Dal costo di intermediazione, se la casa viene acquistata tramite intermediario, che si aggira intorno al 3% del valore dell’immobile, all’imposta di registro (sulla prima casa pari al 3%, sulla seconda pari al 10% del valore dell’immobile), al costo del notaio che può variare e per il quale è fortemente suggerita la richiesta di più preventivi. L’insieme di questi costi può facilmente raggiungere e superare il 10% del valore dell’immobile.

Ai costi propri dell’acquisto, occorre inoltre aggiungere:
- eventuali costi legati a lavori che si intenda intraprendere sull’immobile (dalla semplice tinteggiatura delle pareti ad eventuali lavori in muratura);
- costi di allaccio delle utenze (luce, gas, telefono);
- costi per le società di trasloco.

Nella scelta di un mutuo i fattori da considerare sono:
–Il tasso: fisso o variabile (la scelta è in funzione della previsione sull’andamento dei tassi e della propria propensione al rischio):
–I costi di una eventuale estinzione anticipata;
–I costi di istruttoria pratica e di perizia dell’immobile.

 

5.2 - La scelta dell’immobile

La scelta dell’immobile si traduce in un compromesso tra fattori oggettivi (esempio: budget a disposizione, presenza di servizi nella zona ecc.) e fattori soggettivi (casa con giardino piuttosto che appartamento in condominio, distanza dal centro città ecc.).

È comunque importante che i fattori che prevarranno nella scelta siano fattori di lungo termine e si possano adattare ad eventuali cambiamenti nella nostra vita. Si può ad esempio rinunciare a vivere vicino al proprio posto di lavoro in cambio di una zona ben servita dai mezzi pubblici, soprattutto considerando che si potrebbe anche dover cambiare lavoro e pertanto zona. È anche bene chiedersi se esigenze legate ad una eventuale crescita della famiglia possano portare a rinunciare al giardino in cambio di una casa più grande. Un altro aspetto nella scelta della casa è inoltre dato da considerazioni di tipo commerciale, ad esempio dal prezzo a cui può essere affittata o rivenduta. Non è detto, infatti, che quella sarà la casa che abiteremo per tutta la durata della nostra vita. È giusto pertanto chiedersi quanto potrà essere facile riuscire a cambiare in futuro.

 

5.3 - La visita dell’immobile

Non abbiate timore di visitare più volte l’immobile che desiderate acquistare e richiedete, dove possibile, la presenza del proprietario. Per non aver sorprese in futuro è giusto che dedichiate alla scelta il giusto tempo. Visitate l’appartamento e la zona in cui sorge in orari e periodi diversi (una zona tranquilla di giorno potrebbe risultare rumorosa o peggio ancora mal frequentata la sera, un locale chiuso durante il giorno potrebbe essere fonte di rumori molesti durante la sera o il fine settimana ecc.). Se possibile, parlate con i vostri futuri condomini, vi potranno dare delucidazioni sulla vita del condominio e/o su eventuali diatribe in corso. Contattate l’amministratore e richiedete assicurazione scritta sullo stato dei pagamenti da parte dell’attuale proprietario nonché di possibili lavori alle parti comuni del condominio. Il notaio, che spetta all’acquirente nominare, sarà invece preposto ad effettuare i controlli giuridici sullo stato dell’immobile (presenza di ipoteca, documenti catastali ecc.).

 

5.4 - Come formulare l’offerta

È prassi comune che il prezzo di vendita sia volutamente più elevato rispetto a quanto il venditore sarà disposto ad accettare. Cercate pertanto di contrattare e basatevi sul valore al metro quadro della zona tenendo anche conto delle condizioni dell’appartamento, di eventuali lavori previsti per il condominio, della presenza o meno di determinati servizi (esempio: ascensore, portineria ecc.). Nel caso in cui sia presente un intermediario considerate che, se da una parte è suo interesse far vendere l’appartamento, è pur vero che otterrà una provvigione in funzione del prezzo di acquisto. Non fatevi poi mettere sotto pressione di fronte alla minaccia di possibili altri acquirenti pronti a “soffiarvi” l’affare, spesso è solo un pretesto per spingervi a non tentennare, se non siete convinti prendetevi il vostro tempo.

 

5.5 - Perizia e stato giuridico dell'immobile

Seppure presenti un costo, una perizia sull’immobile è consigliabile in quanto permette di evitare o almeno individuare prima dell'acquisto molti costi inattesi. Tale perizia è ovviamente facoltativa e a sola tutela dell’acquirente, un’ulteriore perizia viene invece effettuata dalla banca finanziatrice, tale perizia serve a verificare che il valore dell’immobile sia coerente con l’importo richiesto per il mutuo. È compito del notaio verificare la situazione giuridica dell’immobile all'atto dell’acquisto.

 

5.6 - La presa di possesso dell’immobile

È bene ricordarsi di:
- stipulare le polizze assicurative;
- comunicare il nuovo indirizzo a tutti gli uffici pubblici;
- pagare regolarmente e puntualmente le rate del mutuo: per non incorrere in dimenticanze ed imprevisti è bene avvalersi di un ordine permanente oppure del sistema di addebito diretto.

 

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Prestito Finalizzato


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Un prestito finalizzato viene erogato a fronte dell’acquisto di uno specifico bene o servizio. Tale peculiarità fa sì che spesso, per riuscire a vendere il prodotto/servizio, il finanziamento abbia delle caratteristiche (tasso zero, prima rata dopo 6 mesi o semplicemente tassi promozionali) vantaggiose per il cliente finale e che tutto o parte del costo del finanziamento sia a carico del rivenditore. Questa pratica, seppur all’apparenza molto conveniente, presenta alcuni rischi:

 

– spinge il cliente all’acquisto di beni/servizi al di là delle proprie personali esigenze aumentando il rischio di esporsi eccessivamente e non riuscire a far fronte ad eventuali emergenze future;
– può nascondere un costo non evidenziato nella promozione (es. un finanziamento a tasso zero che però prevede un costo di istruttoria della pratica).
In questo caso infatti il tasso riportato in promozione è il tasso di interesse annuale nominale (cosiddetto TAN) effettivamente pari a zero, ma il costo del finanziamento è in realtà diverso da zero ed è funzione del costo di istruttoria che è invece contenuto nel tasso annuo effettivo globale (cosiddetto TAEG). Entrambi i tassi devono essere riportati e comunicati al cliente finale, ma è pratica comune a molti, evidenziare con maggior enfasi il tasso commercialmente più conveniente;
– seppur il finanziamento dovesse apparire conveniente, deve sempre essere rapportato al prezzo pagato per il bene/servizio oggetto dell’acquisto. Un finanziamento a tasso zero può essere conveniente, ma se serve ad acquistare un bene/servizio il cui prezzo è stato gonfiato per coprire il costo del finanziamento stesso, allora perde il suo presunto vantaggio.

 

Un altro aspetto importante da tenere bene a mente al momento della richiesta di un prestito finalizzato è la distinzione giuridica (e pertanto anche di responsabilità) che il più delle volte intercorre tra chi eroga il finanziamento e chi vende il bene/servizio. L’eventuale difetto riscontrato o addirittura la mancata erogazione del bene o servizio acquistato non potrà pertanto essere fatto rivalere sull’istituto che ha erogato il finanziamento. Ciò vuol dire che il consumatore potrebbe ritrovarsi a rimborsare un finanziamento pur non avendo usufruito (o avendone usufruito solo in parte) del bene/servizio acquistato; ciò ovviamente non esclude le normali azioni di rivalsa che il consumatore potrà esercitare sul venditore.

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10/08/2009

Prestito Personale


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Un prestito personale consiste in un ammontare, generalmente di importo medio alto, che prevede un rimborso attraverso rate mensili per un periodo di tempo predefinito. La caratteristica di un prestito personale è data dal fatto che la sua eventuale erogazione non dipende in alcun modo dall’utilizzo che il richiedente intende fare della somma richiesta.

La regolarità del pagamento e la determinatezza temporale dello stesso fa del prestito personale uno strumento utile al fine della determinazione del proprio budget. Poiché l’importo finanziato tramite un prestito personale non sempre è utilizzato per l’acquisto di beni “durevoli” (ad esempio l’acquisto di una vacanza) è opportuno che ci si ponga la domanda sulla reale necessità di affrontare tale spesa.
Anche dopo aver ricevuto il beneficio derivante dal suo utilizzo, ci troveremo infatti, anche per un lungo periodo, a dover affrontare il rimborso del finanziamento pagandone ovviamente gli interessi pattuiti senza avere più il bene/servizio che ci ha spinti ad indebitarci.

 

Nel prestito personale bisogna considerare i seguenti aspetti:

- il tasso di interesse applicato (comprensivo ovviamente di tutti i costi, ad esempio incluso il costo di istruttoria pratica).In questo caso il tasso annuo effettivo globale o TAEG è un buon indicatore);
- la durata del prestito. Una durata maggiore può voler dire sì delle rate minori, ma anche un maggior costo in termini di interesse pagato. Non solo: una esposizione debitoria prolungata nel tempo può aumentare il rischio di trovarsi in futuro in situazioni economiche disagiate;
- esistenza ed ammontare degli eventuali interessi di mora in caso di ritardi nel pagamento di una rata.

 

In caso di offerte promozionali, verificare modalità e durata delle condizioni speciali e cosa avviene alla scadenza dell'offerta speciale.
Nel caso dell’esistenza di un intermediario, ricordarsi che questi hanno tutto l'interesse a sovrastimare la capacità di credito dei richiedenti in quanto la provvigione maturata è direttamente proporzionale al prestito erogato, è consigliabile pertanto non lasciarsi trascinare in una richiesta eccessiva rispetto ai propri bisogni/capacità di reddito.

In alcuni casi il prestito personale è offerto con l’esplicita motivazione di “consolidare” più debiti che il consumatore ha con uno o più istituti finanziari.
In questo caso, verificato il costo complessivo dell’operazione (e cioè quanto in più o in meno si andrà a pagare nel passaggio da più finanziamenti ad uno solo), l’opzione offerta può risultare interessante per i seguenti motivi:


1) permette di avere un’unica rata mensile (e nel caso di alcune modalità di pagamento, tipo bollettini si traduce in minori costi);
2) semplifica la costruzione di un proprio budget;
3) poiché riassume più finanziamenti di minor importo, spesso si traduce in un tasso di interesse più conveniente;
4) può essere spalmato su un periodo di tempo più lungo e quindi permette generalmente di pagare una rata mensile minore (attenzione però: gli interessi effettivamente pagati possono essere maggiori, per ulteriori informazioni vedi sezione V, paragrafo 5 “confronto fra più prestiti personali”).

 

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Carta Clienti


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A differenza delle normali carte di credito, le cosiddette carte clienti sono degli strumenti di pagamento emessi da grandi dettaglianti con lo scopo di fidelizzare la propria clientela. A tal fine sono spesso abbinate a un programma di incentivi. In pratica tramite gli acquisti si raccolgono punti (o simili) che si possono convertire in prodotti.

 

Le principali caratteristiche di una carta cliente sono:

- un limite di credito più basso di una carta di credito;
- può essere utilizzata soltanto nei negozi che la rilasciano;
- funziona in modo analogo a una carta di credito.

 

Il grande magazzino invia mensilmente la fattura della carta a tutti i clienti. In alcuni casi gli emittenti consentono ai loro clienti di pagare l’importo dovuto anche a rate.

Nella scelta di una carta cliente è opportuno confrontarne costi e benefici e chiarire tutti i dettagli relativi alle modalità di pagamento.


È bene poi tenere sempre a mente che una carta cliente è un bene accessorio e che pertanto una sua eventuale convenienza deve sempre essere valutata considerando anche i beni che con essa andremo a comprare e cioè considerando i prezzi e la qualità dei beni venduti presso i punti vendita nei quali tale carta è utilizzabile. Un vantaggio in termini di tasso di interesse o di quota annuale potrebbe essere annullato da prezzi più elevati o da una qualità più scadente dei prodotti acquistati.

 

 

 

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Carta di credito


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La carta di credito abilita il titolare ad effettuare acquisti di beni e/o servizi presso esercenti convenzionati senza pagamento in contanti, nonché a prelevare contante presso sportelli bancari e sportelli automatici convenzionati (ATM), nei limiti del massimale concesso. Con l’utilizzo della carta di credito il titolare dà mandato all’emittente di pagare il corrispettivo dovuto, a favore dell’esercente convenzionato.

 

Il mondo delle carte di credito è in continua evoluzione. Se in passato la stragrande maggioranza delle carte in circolazione prevedeva il rimborso in un’unica soluzione di quanto speso il mese precedente (carte transactor), negli ultimi anni, anche nel mercato italiano, si è assistito al diffondersi in maniera sempre maggiore di un prodotto che permette di spalmare il rimborso dell’importo speso in più rate mensili (carte revolving).

 

1.1 - Le principali caratteristiche dei diversi tipi di carte di credito

Un’offerta così variegata presenta opportunità e, nel contempo, insidie. La capacità di cogliere le prime ed evitare le seconde può rendere la carta di credito uno degli strumenti di finanziamento più flessibili e comodi a disposizione del consumatore.

Prima di analizzare le insidie è opportuno riassumere quali caratteristiche è oggi possibile ritrovare tra i prodotti offerti dal mercato.

 

Le principali differenze fra i diversi tipi di carte riguardano:

 

a) Tipo di rimborso
• Carte “transactor” prevedono che l’intera linea di credito utilizzata nel mese venga ripagata in un’unica soluzione il mese successivo. In questo caso non è previsto il pagamento di alcun interesse.
• Carte “revolving” prevedono il rimborso rateale, secondo un tasso di interesse precedentemente concordato, della parte di linea di credito utilizzata nel mese. La linea di credito è pertanto reintegrata man mano che il finanziamento viene rimborsato.

 

b) Linea di credito
Distinguiamo tra le carte che presentano dei limiti di credito prefissati e comunicati al cliente dalle cosiddette Carte “Travel & Entertainment” dove non è fissata una vera e propria linea di credito. In quest’ultimo caso ciascuna transazione è valutata in funzione del comportamento del cliente.

 

c) La possibilità o meno di maturare tramite l’utilizzo della carta dei “punti” spendibili in beni o servizi
Spesso ciascuno di noi si ritrova ad essere titolare di più carte offerte da diversi emettenti. La possibilità di maturare punti su ciascuna di esse non è necessariamente legata a costi più elevati, ma viene utilizzata dagli emettenti di carte per incentivare il proprio cliente a scegliere il proprio prodotto come strumento di pagamento quotidiano.

 

d) Il costo annuale
Nel valutare tale elemento non bisogna fermarsi alla sola quota annuale, a quell’importo cioè che, in molti casi, viene annualmente pagato al fine di poter continuare ad utilizzare la carta di credito. Dietro una quota annuale bassa, o a volte addirittura pari a zero, si nascondono tassi di interesse, costi di invio estratto conto, costi per emissione duplicati o commissioni per prelievo contante dagli ATM che possono rendere molto costosa la carta di credito.

 

e) Carte addizionali
In molti casi è possibile, pagando una quota aggiuntiva o addirittura gratuitamente, richiedere una carta aggiuntiva da poter intestare ad un familiare. Pur non avendo alcun impatto sul credito concesso (la carta addizionale attinge, infatti dalla stessa linea di credito della principale) rimane comunque un servizio aggiuntivo di cui tener conto per effettuare la propria scelta

 

f) Circuito
È l'azienda che si occupa di veicolare, attraverso una propria rete di comunicazione, le richieste e le corrispondenti autorizzazioni alla spesa. La rete del circuito è costituita da quegli esercenti che, una volta convenzionati, accettano di ricevere il pagamento per il bene/servizio venduto tramite la carta di credito appartenente al proprio circuito. Poiché l’utilizzo della carta di credito dipende dal fatto che questa venga accettata dall’esercente, la capillarità del circuito dovrebbe essere uno degli elementi da tenere bene a mente al momento della propria scelta. I principali circuiti mondiali sono VISA, MasterCard, Diners, American Express, JCB (Japanese Card Bureau) e CUP (China Union Pay).

 

g) Sicurezza
Si intendono tutti quegli strumenti che l’emittente mette a disposizione del cliente, in forma gratuita o a pagamento, al fine di tutelarlo da danni derivanti da furto o smarrimento della carta. Esempi sono dati da: foto del cliente riportata sulla carta di credito, messaggi sms inviati al cellulare del cliente a seguito di transazione eseguita con la carta, numeri virtuali di carta di credito che variano dopo ogni singola transazione su internet, assicurazioni per furto o danno, entro un determinato lasso di tempo dall’acquisto, sui beni comprati con carta ecc.

 

Elencate le caratteristiche delle carte di credito proposte dal mercato, è bene ricordare che la prima vera insidia non risiede nei prodotti offerti ma deriva dal riuscire a prevedere, purtroppo non sempre con successo, la modalità con cui le si intende utilizzare. Ad esempio, a fronte di un utilizzo di tipo “transactor” (e cioè senza rateizzazione dell’importo da rimborsare) non ha senso discriminare i prodotti presenti sul mercato per tasso di interesse, bensì per costo annuale o per servizi offerti, viceversa un utilizzo di tipo revolving potrebbe giustificare il pagare una quota annuale più elevata se compensata da un tasso di interesse basso.
Di seguito proviamo a riassumere il livello di attenzione da prestare per ciascuna caratteristica/costo in funzione del tipo di utilizzo che si intende fare della carta di credito:

 

Caratteristica/Profilo Profilo 1: utilizzo della carta di credito esclusivamente come strumento di pagamento, rimborso sempre a saldo. Profilo 2: utilizzo della carta di credito ai fini di autofinanziamento, rimborso sempre rateale, possibile utilizzo della funzionalità di anticipo contanti tramite ATM.
La quota annuale ALTA MEDIA
I costi operativi: es. costo invio estratto conto, costo emissione duplicati, costi aggiuntivi per pagamento carburante ecc. ALTA MEDIA
La capillarità del circuito ALTA BASSA
Il programma punti (modalità di conteggio, spendibilità e validità dei punti) MEDIA BASSA
La commissione per l’anticipo contanti presso gli sportelli ATM BASSA ALTA
Il tasso di interesse applicato sulla modalità di pagamento rateale BASSA ALTA
La linea di credito ALTA ALTA

 

Nel valutare tutte le caratteristiche sopra riportate è necessario però conoscere i nostri “vincoli” finanziari al fine di non trasformare le opportunità offerte dal prodotto “carta di credito” in pericolose insidie per la nostra stabilità economica. Vediamo come alcune delle caratteristiche precedentemente elencate possano trasformarsi in rischi:

 

1.2 - La quota minima che deve essere rimborsata ogni mese

All’interno del mondo delle carte di credito con rimborso rateale, il mercato offre diverse opzioni, si va da carte “rigide” che prevedono sempre il rimborso rateale con la percentuale, da rimborsare mensilmente, non modificabile, alle carte “flessibili” con possibilità di modificare la percentuale in qualsiasi momento passando addirittura da rateale a rimborso a saldo e viceversa senza alcun vincolo o costo aggiuntivo. La maggiore flessibilità può sicuramente essere d’aiuto nella gestione del proprio budget: nei momenti di crisi si può ricorrere ad un rimborso minimo, mentre nei momenti di tranquillità economica si può addirittura rimborsare a saldo. Anche in questo caso però questa flessibilità potrebbe portare ad utilizzare subito tutta la linea di credito a fronte di pagamenti rateali minimi, questo ovviamente comporta un costo maggiore in termini di interesse pagato e protrae inoltre nel tempo l’esposizione debitoria.

 

1.3 - La commissione per l’anticipo contanti presso gli sportelli ATM

La possibilità di prelevare denaro contante presso l’ATM è una funzionalità alquanto costosa, spesso oltre ad un costo fisso a prelievo, viene addebitato un costo in percentuale sul prelevato. Se poi tale importo viene rimborsato a rate, il costo complessivo di quell’ammontare può diventare davvero elevato.

 

1.4 - La linea di credito

La linea di credito, quando prefissata, viene assegnata dall’istituto finanziario che emette la carta e, normalmente, in funzione dei dati (di reddito e socio-demografici) del cliente, può variare all’interno di un range stabilito a priori per il tipo di carta di credito richiesta (si va dalle Classic o Standard con linee di credito relativamente contenute a quelle Gold o Platinum con linee più elevate).

Una linea di credito elevata presenta una forte attrattiva, sia per coloro che utilizzano la carta come strumento di pagamento (la linea di credito diventa uno status simbol che dimostra la propria capacità a pagare), che per coloro che utilizzano il pagamento rateale (in questo caso si traduce nella possibilità di ottenere un finanziamento maggiore). In entrambi i casi però l’istituto che emette la carta di credito non sempre fissa un importo coerente con la capacità di rimborso del consumatore: quando questa capacità è sovrastimata, ci troviamo di fronte al rischio di uno strumento che può incentivare indebitamento che va oltre le proprie disponibilità.

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03/08/2009

Suggerimenti per ridurre le spese


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Una volta riportata sotto controllo la spesa mensile, è possibile pensare a rendere l’indebitamento solo un ricordo del passato. Ecco un elenco di suggerimenti:

 

* cercare di ridurre ogni mese di un 5-10% una diversa categoria di spesa;
* aprire un conto di risparmio destinato alle spese importanti e poco frequenti, in modo che queste non pesino poi sul budget familiare;
* effettuare acquisti con carta di credito solo se non è possibile pagarli subito, specialmente per quanto riguarda gli acquisti più importanti;
* considerare il saldo debitore della carta di credito come se fosse un prestito bancario di pari importo;
* evitare la mentalità del “saldo": se si acquista un bene del valore di 100 euro che è in saldo per 60 non si stanno risparmiando 40 euro, bensì se ne stanno spendendo 60. L'acquisto è un affare solo se il bene serve ed è possibile permetterselo;
* tenere sempre traccia delle proprie spese ed entrate, accertandosi così di non spendere tanto da tornare a indebitarsi nuovamente;
* cercare di aumentare il proprio reddito. È possibile avere un stipendio migliore? Iniziare un secondo lavoro? Vendere qualcosa di cui non si ha più bisogno?
* concedersi dei premi. Riuscire a uscire dall’indebitamento richiede tempo e fatica, ed è anche un grande risultato che merita di essere festeggiato: ci sono molti modi poco costosi per farlo!

 

 

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Tenere sotto controllo le abitudini di spesa


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Se il reddito non è sufficiente a coprire le spese è necessario eliminare le spese o aumentare il reddito. La prima soluzione è solitamente più facile da realizzare della seconda. Non è necessario apportare modifiche radicali, si devono però effettuare dei tagli efficaci che permettano di rimborsare i propri estratti conto. Vanno prima di tutto prese in considerazione le spese il cui pagamento è necessario (mutuo, bollette, rimborso di prestiti) e tener conto del denaro essenziale per le spese primarie (cibo, vestiario, assicurazioni), per poi concentrarsi sull’area delle spese non essenziali, dove sarà relativamente facile realizzare dei tagli.

 

Alcuni facili modi per tagliare le spese
Quelli che seguono sono dei suggerimenti semplici per tagliare le spese, che funzionano anche se il saldo del budget è positivo.

 

* Se si va spesso al ristorante e si ordinano cibi da asporto, prendere in considerazione la possibilità di portarsi invece il pranzo da casa e di andare al ristorante solo in occasioni particolari.
* È anche possibile diminuire le spese “fisse”, ridurre ad esempio la bolletta della luce risparmiando elettricità, accertandosi di spegnere tutte le luci quando si esce da una stanza. Anche l’utilizzo di lampade fluorescenti di piccole dimensioni può portare un risparmio: il costo di acquisto è maggiore rispetto alle normali lampade, ma la durata è fino a 5 volte superiore, con un consumo di elettricità che è solo del 40%. Ogni lampadina può far risparmiare almeno 50 euro per la durata della sua vita utile. Se si somma il numero delle lampade presenti in una casa il risparmio assume dimensioni significative.
* Brioche e cappuccino presi ogni mattina durante il tragitto per andare al lavoro possono costare fino a 2 euro al giorno, cioè quasi cinquecento euro l’anno. Nel caso si sia sposati e il proprio coniuge abbia la medesima abitudine, sono quasi mille euro l’anno. È consigliabile fare colazione a casa.
* Se si fuma, pensare di smettere. Oltre ai benefici per la salute, è possibile risparmiare più di 1.500 euro l'anno se si riesce a perdere l'abitudine di fumare un pacchetto di sigarette al giorno.

 

Uscire da una situazione di indebitamento è difficile e richiede tempo. Bisogna ricordarsi però che, così facendo, si beneficerà per il resto della propria vita della disciplina e delle tecniche apprese risolvendo i propri problemi finanziari. Uscire da una situazione di indebitamento ci fa sentire bene, e ci dà la consapevolezza di aver posto buone basi per un futuro senza preoccupazioni.

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Come capire che stanno cominciando le difficoltà


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In linea di massima se l’ammontare di quanto si spende aumenta mentre il proprio reddito no, vuol dire che le difficoltà stanno per cominciare oppure che si è già in un momento di difficoltà. Se leggendo il seguente elenco ci si riconosce in due o più delle casistiche citate, è il momento di mettersi ad analizzare seriamente le proprie finanze:

 

* La somma delle rate minime mensili da rimborsare è uguale o maggiore del 20% del reddito netto, escluso l’affitto o la rata del mutuo;
* Si utilizzano gli anticipi di contante di una carta di credito per rimborsare le rate di un'altra carta;
* Ogni mese si rimborsa solo la rata minima o ancor meno;
* Non si conosce l’importo complessivo della propria esposizione debitoria;
* Si ricevono dai propri creditori telefonate o lettere di richiesta per pagamenti già scaduti;
* Gli estratti conto vengono spesso pagati in ritardo;
* Di recente è stata negata la concessione di un nuovo finanziamento;
* Il reddito non è sufficiente a rimborsare tutti gli estratti conto;
* Si possiedono più di tre carte di credito, che vengono tutte utilizzate;
* È stato rifiutato un acquisto poiché la carta di credito aveva superato il limite di utilizzo;
* È necessario ricorrere a pagamenti con carte di credito per acquisti che in precedenza si effettuavano in contanti;
* Si possiedono già almeno tre carte di credito e se ne stanno richiedendo di nuove.

 

 

Se si ha la sensazione di essere sul punto di perdere il controllo delle proprie finanze andate alla sezione "Gestire il Budget" e seguite i passi indicati per la pianificazione del budget: vi aiuteranno a riprendere il controllo della situazione finanziaria. Potrebbe volerci qualche mese per riuscire a calibrare le proprie categorie di spesa: si consiglia di effettuare aggiustamenti progressivi, fintanto che si sarà trovato il piano più adeguato a livello personale. Riportare sotto controllo le abitudini di spesa non è facile, si consiglia quindi di prendere in considerazione nella pianificazione anche i propri familiari: essi possono infatti rappresentare un positivo elemento di sostegno; inoltre, poiché i cambiamenti avranno delle conseguenze anche nei loro confronti, meritano di essere ascoltati.

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