23/09/2009

Prestiti per famiglie povere da Cei e banche


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La Cei (Conferenza Episcopale Italiana) promuoverà presto una forma di sostegno alle famiglie che hanno perso il posto di lavoro. L’aiuto consisterà in un sussidio di 500 euro da spendere per pagare il mutuo o l’affitto.

Potranno usufruire di questa agevolazione solo le famiglie sposate con disabili e malati a carico o più di tre figli. I soldi verranno erogati dalle banche tramite un prestito garantito da un Fondo di 30 milioni di euro che la Cei raccoglierà con una colletta a livello nazionale. Gli istituti di credito contribuiranno decuplicando il tetto fino a 300 milioni.

Il prestito potrà poi essere rimborsato in 5 anni a partire dal momento in cui la famiglia ha un nuovo reddito. L’interesse sarà minimo e concordato tra Cei e Abi.

Per il segretario generale della Cei, monsignor Marino Crociata, questa iniziativa «non è un gesto assistenziale, servirà alle famiglie che hanno perso il reddito a resistere in questa fase difficile per rientrare nel mercato del lavoro».

«Abbiamo calcolato – ha continuato poi monsignor Crociata - che in queste condizioni potranno trovarsi dalle 20 alle 30 mila famiglie. Ci si dovrà rivolgere al parroco e non ci saranno persone dedicate a questo servizio. Le famiglie che rientreranno in questi parametri saranno indirizzate alla Caritas diocesana o agli uffici delle Acli. La banca poi in 10-20 giorni inizia questo sostegno, con l'erogazione mensile della somma di 500 euro. Servirà per l'affitto o il mutuo per un anno».

Il prestito potrà essere rinnovato per un secondo anno e non implica l'esclusione da altri aiuti che le famiglie possono eventualmente ottenere.

Fonte: azfinanza.com

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